Parte da Varese Ubunto, il «partito degli immigrati»

I rappresentanti di tutte le comunità etniche immigrate si sono riunite sotto un unico movimento politico

Parte da Varese l’idea di creare un vero e proprio movimento politico degli immigrati per scalare i pregiudizi, il razzismo, le leggi ingiuste che negano i diritti e passare all’azione proponendo la visione di chi l’immigrazione è costretta a viverla ogni giorno sulla propria pelle. Si chiama «Ubunto» e si è riunito per la prima volta oggi a Varese nella sede della cooperativa Novecento alla presenza dei rappresentanti di tutte le comunità etniche presenti in città dai musulmani ai cingalesi passando per ghanesi, senegalesi e filippini. Ubunto significa «essere persona solo attraverso il riconoscimento delle altre persone», un concetto dell’umanesimo sudafricano che ha guidato il movimento di liberazione dall’Apartheid del popolo sudafricano colonizzato dai bianchi.

Da questo concetto Thierry Dieng (nella foto sopra), fondatore della rivista bimestrale Bingo Bongo, è partito per unire tutte le etnie di immigrati presenti a Varese sotto un’unica bandiera di tolleranza e convivenza che «deve verificarsi prima di tutto tra noi fratelli». Queste le parole usate da Dieng per cominciare a creare questa solidarietà tra le varie etnie. Buona la risposta del pubblico che ha partecipato ed applaudito le parole dei vari relatori tra i quali Samir Baroudi che ha, tra l’altro, giudicato positivamente le dimissioni da ministro delle riforme del leghista Roberto Calderoli in seguito ai drammatici fatti di Bengasi. «Sono queste le frizioni che dobbiamo annullare coalizzandoci – ha detto Baroudi – e solo uniti possiamo respingere questi attacchi ingiustificati e ingiustificabili, bisogna seppellire il concetto di guerra di civiltà insinuato da una certa politica».  Insomma gli immigrati cominciano a contarsi e a voler contare chiedendo il diritto di voto e dialogando con i politici come è stato fatto nei mesi scorsi con tutte le forze dell’Unione.

Questo primo incontro «è servito a capire come risponde la comunità dei fratelli  immigrati – ha detto ancora Dieng – ed entro un anno vogliamo arrivare ad un congresso nazionale che possa mostrare la sua forza». Tutti gli interventi sono stati applauditi dal pubblico, sintomo di una vivacità interculturale che si sta radicando tra la comunità immigrata a Varese e questo non può far altro che bene ad una città che non è solo Lega dei duri e puri «che identifica il terrorismo nella religione musulmana» come ha ribadito Baroudi. A questo incontro ne seguiranno altri per continuare a diffondere l’idea di creare quello che un giorno potrà diventare il "partito degli immigrati", una forza con del potere contrattuale da mettere sul piatto della politica nazionale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 febbraio 2006
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