Pasticceria Bianchi: si chiude, per riaprire

Martedì saracinesche abbassate per lo storico negozio del centro. Ma il nuovo laboratorio è già stato individuato

Dopo quindici anni di vicende giudiziarie e dopo i continui colpi di scena delle ultime giornate, la famiglia Bianchi ha maturato la difficile decisione: da oggi, martedì 7 febbraio, la pasticceria del centro di Gallarate sarà chiusa, per la prima volta in 50 anni di onorata attività. Ma i tanti fan delle torte e degli amaretti non si devono preoccupare. Questa chiusura, infatti, serve solo ad agevolare il trasferimento del laboratorio in una nuova sede.

Gli eredi Bianchi hanno già individuato una nuova struttura, anche se il trasferimento richiederà certamente più di un mese. In parte per lo spostamento dei macchinari, ma soprattutto per la messa in regola dei locali, passando per gli immutabili ritmi burocratici. Per questo i proprietari avevano chiesto all’ufficiale giudiziario di moderare i ritmi di chiusura, per evitare di lasciare a casa 12 famiglie per tanto tempo. Ma ormai i provvedimenti sono in atto, e la soluzione migliore consiste nel concentrarsi sulla nuova sistemazione del laboratorio.

«Sono profondamente amareggiato dalla decisione del giudice e dalla interpretazione dell’Ufficiale Giudiziario», ha dichiarato Giovanni Bianchi, uno dei proprietari, «che ci ha costretto alla chiusura repentina senza lasciarci il tempo necessario all’allestimento del nuovo laboratorio in piena norma. Al di là dei tempi di trasferimento dei materiali, ci sono anche tempi amministrativi e burocratici, certamente ben noti a chi conosce le leggi. Il lasso di tempo che avevamo richiesto era di un mese e mezzo o due, ma non ci è stato concesso. Bisognerebbe fare un ragionamento sul grado di comprensione mostrato nella vicenda dai giudici preposti, neanche fossimo i peggiori delinquenti».

Quindi, nonostante le difficoltà, il negozio del piano superiore ha tutta l’attenzione di tornare a mettere l’acquolina in bocca ad una nuova generazione di gallaratesi, come ha sempre fatto dalle sue vetrine. Il provvedimento del giudice, infatti, riguarda solo la sala del seminterrato, dove si preparavano i dolci. Certo non sarà facile organizzare un laboratorio distaccato, ma i Bianchi assicurano che ce la metteranno tutta, anche a fronte di un fortissimo investimento.

Questo è solo un nuovo capitolo della lunga storia di questa fabbrica della dolcezza, amareggiata negli ultimi anni da una lunghissima vicenda giudiziaria. Era il 1992 quando Giovanna Mazzucchelli iniziò una lotta contro il negozio del centro. Prima i pasticceri furono denunciati per il rumore dei frigoriferi del laboratorio sotterraneo che, secondo le rilevazioni dell’Asl, si rivelarono impercettibili nell’abitazione della signora (che vive al sesto piano dello stesso condominio). Poi l’inquilina rivolse decine di altre denunce, sempre differenti, fino a quando scoprì questo comma del vecchio regolamento condominiale: "Salvo diversa pattuizione del contratto di vendita, le varie posizioni dello stabile dovranno essere destinate in tutti i piani esclusivamente ad uso civile e di studi professionali o commerciali".

Due righe di un vecchio documento alle quali nessuno, fin dal 1954, diede particolare importanza, e che ora giustificherebbero il sigillo con cui saranno bloccati i forni. Nonostante una prima vittoria della pasticceria al tribunale di Busto, il ricorso di Milano ha optato per la chiusura dei laboratori. Le ultime settimane sono state segnate da una serie di imprevisti e colpi di scena, che hanno imperversato sulla cronaca locale. Sembrava, infatti, che il giudice avesse dato tempo ai pasticceri fino al 15 maggio, per accertamenti legali, mentre l’ufficiale giudiziario ha insistito per ben due volte nel far sgomberare immediatamente il laboratorio.

Certamente questi giorni, per i 2mila fan gallaratesi che hanno firmato in difesa dei vecchi forni che tante gioie hanno donato ai loro palati, non saranno facili. Ma si tratta solo di una questione di tempo e poi tutto tornerà, si spera, proprio come una volta.

«Per il bene delle persone che lavorano con me, e delle famiglie che vivono di onesto lavoro», conclude Bianchi, «mi auguro che questi ostacoli non riescano mai a scalfire l’amore che abbiamo sempre messo, e che metteremo, nella nostra attività».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 febbraio 2006
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