Perché tutta questa negatività nei confronti dell’ospedale?

Di carlo Pampari direttore generale dell'azienda ospedaliera

Negli ultimi due giorni sono apparse sui giornali di Varese considerazioni negative sul nuovo Ospedale che rendono opportuno un intervento da parte mia.
Ritengo che le valutazioni riportate dai media siano figlie di una visione legata al fatto che la vita del nuovo Ospedale non sia stata condivisa in maniera sufficientemente ampia e partecipata con gli operatori del Circolo, universitari e non, e con le realtà cittadine.
Poche settimane di lavoro mi permettono di confermare, con ragionevole tranquillità, che la struttura del nuovo monoblocco e le tecnologie in corso di aggiudicazione saranno completate ed installate per fine giugno.

Si potranno compattare, nei successivi quattro mesi, le attività di collaudo tecnico, funzionale ed amministrativo per pensare di trasferire le attività cliniche nella nuova destinazione a partire da novembre.
Non è un risultato di poco conto! La nuova realtà di cui potranno beneficiare i varesini è a portata di mano.
Realtà, non possiamo dimenticare, passata al vaglio del Ministero della Salute, della Regione Lombardia, del Comune e della ASL di Varese, dei Vigili del Fuoco, tutti riuniti in una Conferenza dei Servizi convocata ad hoc l’11.5.2001 che ha approvato il progetto in corso.
Realtà, occorre aggiungere, che nasce nel pieno rispetto di tutti i parametri previsti dalle norme di accreditamento del nostro Paese e della nostra Regione; cioè in regola con adeguate condizioni di accoglienza e di confort alberghiero (camere al massimo a due letti con bagno).
Certo ho notato, sin dai primi contatti, la necessità di coinvolgere gli operatori sulla destinazione dei nuovi spazi, sulle superfici che si è pensato di destinare loro, sui layout interni, sui percorsi interni ed esterni previsti dal progetto. Abbiamo perciò già scadenziato una serie di incontri a partire da quello con il Magnifico Rettore, Prof. Renzo Dionigi, e il Preside, Prof. Paolo Cherubino, già fissato per giovedì pomeriggio, a cui seguiranno una serie di incontri con tutti gli operatori coinvolti per condividere il progetto e verificare, forse, che il nuovo monoblocco non è come lo si dipinge.
Reputo che nessuno meglio dei nostri primari possa valutare, ritengo con soddisfazione, lo stato di avanzamento della costruzione e, se ve ne fosse la necessità, contribuire a migliorare ciò che è stato fatto, rendendolo compatibile con il desiderio di tutti di completare l’opera nei tempi previsti. Primari peraltro già coinvolti, e di questo li ringrazio per la loro tempestiva collaborazione, nelle commissioni di gara per la valutazione delle tecnologie in corso di acquisizione.
Se vi sono esigenze della didattica e della formazione dei nostri studenti non compiutamente risolte, siamo pronti a studiare e realizzare i correttivi ragionevolmente necessari.
Un dato può contribuire a chiarire la realtà del nuovo monoblocco che metterà a disposizione della città di Varese un totale di 80 posti letto aggiuntivi (il 15% in più rispetto ai 539 di oggi): si tratta di 20 posti letto per l’area intensiva (con un incremento di quasi due terzi), e di altri 60 (oltre il 12%) prevalentemente destinati all’area internistica e quindi volti ad eliminare la pressione sul pronto soccorso, i cui posti letto di ricovero passano da 12 a 16, e la cui sistemazione logistica mi risulta ampiamente condivisa dal Primario, Dr. Francesco Perlasca.
A fine anno il Circolo, insieme con il Del Ponte, conterà su oltre 750 posti letto.
Non mi pare che siano pochi e, aggiungerei, la qualità del nostro Ospedale non si può valutare solamente nel numero dei posti letto.
Quanto agli spazi: 68.000 mq di nuova superficie rispetto ai 71.000 mq dell’attuale Circolo sono davvero così pochi?
Forse non è ancora passata l’ipotesi di creare, attraverso l’ammodernamento del padiglione centrale, l’area destinata ad accogliere i flussi di pazienti che si rivolgono a noi per le cure ambulatoriali, di day hospital e di day surgery; intervento cui stiamo già pensando in termini progettuali e da finanziare e concretizzare non appena liberati gli spazi dagli usi attuali.
Non va inoltre dimenticato che il nuovo monoblocco è solo una parte, benché la più significativa, del cambiamento in corso nell’Ospedale di Circolo, sia nel suo Presidio principale che nei suoi Presidi esterni, tutti coinvolti, da Villa Forzinetti a Cuasso, da Cittiglio a Luino, da opere di ammodernamento ed ampliamento dell’offerta assistenziale.
I lavori in corso contribuiranno certamente a “trattenere” nel territorio una domanda di salute che oggi migra sul nostro Ospedale.
La valutazione complessiva degli interventi che ho citato è certamente positiva, e deve tranquillizzare i varesini e tutti coloro che hanno a cuore questa citta e il suo Ospedale.
Se si considerano i tempi di realizzazione del monoblocco (tre anni circa) e gli impegni finanziari assunti dalla Regione e dallo Stato possiamo guardare all’ammodernamento indiscutibile, del livello assistenziale offerto ai varesini con una certa soddisfazione.
Una parola sui livelli di assistenza: leggo tutte le lettere di reclamo che pervengono al nostro Ospedale e non posso non ricordare anche le lettere, non rare, di encomio.
Non vi sono quindi motivi per pensare, allora, che la persona ricoverata nel nuovo monoblocco debba essere meno assistita dei pazienti ricoverati nell’attuale Circolo.
Se non abbiamo oggi tutti gli infermieri che ci servono, e questo dà a tutti noi disagio e sofferenza, pensiamo che tutte le procedure necessarie per acquisirli (ed acquisire le circa 200 professionalità del comparto sanitario necessarie al nuovo monoblocco) sono già attivate.
Infine una parola sul futuro: molte delle strutture dell’attuale Circolo saranno disponibili per nuovi impieghi entro circa un anno.
Occorre pensare da ora ad un intervento di livello per la città, insieme con l’ASL di Varese, a cui non può mancare, e per quanto mi riguarda non mancherà, un confronto con tutti gli interessati alla vita del nostro Ospedale.
Piena disponibilità quindi al confronto, al dialogo, al miglioramento ragionevole e compatibile, ma con uno sguardo positivo a ciò che si sta facendo.
Com’è accaduto per i parcheggi.

IL DIRETTORE GENERALE
Dott. Carlo Pampari

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 febbraio 2006
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