Permessi di soggiorno comprati nei metrò. Espulsi 12 senegalesi

Gli extracomunitari sono stati denunciati dalla squadra mobile: erano tutti impiegati in un’azienda chimica del Saronnese

Una foto, qualche centinaio di euro e un’ora di tempo. E’ quanto serve per avere un permesso di soggiorno falso, o una carta d’identità fasulla per ottenere un permesso di lavoro. Ma a volte qualcosa va storto, come nel caso dei 12 senegalesi che la squadra Mobile di Varese ha denunciato per “falsità materiale in atto pubblico”. L’operazione è avvenuta ieri, giovedì 2 febbraio, in un’azienda chimica del Saronnese. I 12 dipendenti erano stati reclutati da un’agenzia di lavoro interinale varesina, che li aveva messi in contatto con l’azienda. Entrambi gli operatori – l’azienda e l’agenzia – secondo la Mobile, erano ignari del fatto che i documenti fossero falsi. Gli inquirenti si sarebbero accorti che i documenti erano fasulli, in quanto le fotocopie degli stessi vengono trasmessi all’ufficio immigrati della questura.
Sta di fatto che i 12 senegalesi rappresentavano una buona parte della forza lavoro dell’azienda, che ha in totale una settantina di operai. Difficile per il momento risalire ai realizzatori materiali dei falsi documenti: gli immigrati denunciati, infatti, hanno raccontato di personaggi che li contattavano in metropolitana a Milano, fuori da centri commerciali dove i senegalesi vendevano cd e mercanzia varia, o addirittura in un residence nei pressi di Brescia.
Lo schema è sempre lo stesso: basta una fototessera, un’ora di tempo e una cifra in contanti che varia da 300 a 3.000 euro. I 12 senegalesi, oltre alla denuncia per i documenti falsi, sono stati oggetto di ordine di espulsione da parte del questore.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 febbraio 2006
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