Poste Italiane, siamo tutti “paguri”

Dopo Besozzo anche Cadrezzate e Mornago lamentano di aver problemi con la consegna delle lettere. Una storia "infinita?"

Ad avere a che fare con le Poste Italiane un po’ “paguri” ci si sente. In comune con quei due ragazzini della pubblicità, però, abbiamo solo la sensazione di essere spaesati e, in aggiunta,  in balia di un potere occulto che decide delle sorti non nostre ma della nostra corrispondenza.
Dopo Besozzo, dove da due settimane non viene consegnato nulla, si sono aggiunte segnalazioni per Cadrezzate e Mornago. Insomma, a macchia di leopardo non c’è paese della provincia che non sia rimasto almeno una volta senza posta per qualche giorno o settimane. A Gazzada Schianno qualche tempo fa il sindaco minacciò di ricorrere alle vie legali, dopo che il paese era rimasto senza portalettere e non c’era modo di trovare un sostituto.
Un caso raro, come spiega dalla direzione communication & advertising di Poste Italiane di Milano, Annamaria Gallo: in genere si cerca di ovviare inviando portalettere con contratto a tempo determinato o, in supporto,  personale di altri uffici.
Ma sembra di capire che arrivare ovunque, soprattutto in una zona come la nostra, “costellata” di piccoli, a volte piccolissimi paesini anche di montagna, non sia molto semplice. E le lamentele continuano ad arrivare; basta toccare il “tasto Poste Italiane” che i varesini si scatenano.
”A Besozzo sono fortunati – scrive un lettore –
 a Cadrezzate, a parte una parentesi di quindici-venti giorni, è da dicembre che si è costretti ad andare in posta a ritirare la corrispondenza” . E a Cadrezzate il problema pare si sia risolto solo ieri.
”A Mornago – segnala un altro lettore – ho ricevuto l’ultimo settimanale a cui sono abbonato a dicembre 2005. Dal 20 di dicembre il postino è transitato nella mia via solo due volte consegnando solo lettere e avvisi di cui la maggior parte “scaduti”. Alle poste di Mornago dicono di chiamare a Varese, a Varese dicono che ci sono problemi…..che ci sono problemi lo abbiamo capito ma la posta c’è?. Per marzo potrò leggere i SETTIMANALI di gennaio?  W le privatizzazioni.

Le Poste vogliono fare le Banche, le Banche vogliono fare le assicurazioni, le assicurazioni le banche e in Italia nessuno fa più ciò che dovrebbe e non funziona più nulla”.

E a Besozzo, malgrado le rassicurazioni, pare che il problema non sia ancora stato risolto: “Impossibile riuscire a parlare con l’ufficio postale di Besozzo inferiore! – dice una e-mail di questa mattina –  E’ dalle ore 8.30 che provo a chiamare ma, o il telefono è staccato oppure risulta occupato. Come mai? Ieri mattina ho chiamato reclamando la mia posta, mi è stato detto che sarebbe passato il postino in giornata, ma nemmeno l’ombra…ho chiesto di ritirare la mia posta nell’ufficio postale e mi è stato risposto che la posta non si ritira in ufficio perché è un mio diritto riceverla a casa….peccato che non la consegnino. Pago due abbonamenti per ricevere delle riviste a casa, sto aspettando lettere da parte della banca e altre comunicazioni….è davvero una vergogna! Come dobbiamo fare per poter avere la nostra posta, visto che è un diritto? “.

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 febbraio 2006
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