Prevenzione virus aviaria anche in Lombardia

Il Parco del Ticino, protagonista di molte ondate migratorie, verrà attentamente monitorato per garantire la tutela della popolazione

L’influenza aviaria ha messo in allarme anche in Italia.

In particolare la Lombardia vede, ogni anno, i passaggi migratori di numerose specie di uccelli che attraversano, soprattutto, la zona che sovrasta il Parco del Ticino.

Tuttavia l’emergenza non ci coglie impreparati. Dall’ottobre 2005, infatti, l’attività di monitoraggio del parco del Ticino si è intensificata per garantire la tutela della popolazione.

Il controllo è consentito grazie all’inanellamento dei volatili, tecnica che consiste nel marcaggio individuale degli uccelli e utile per definirne gli spostamenti migratori.

Il monitoraggio è stato voluto dal Presidente del Parco del Ticino, Milena Bertani, e l’attività si concentrerà soprattutto nei mesi che vanno da marzo a maggio, per la migrazione pre-riproduttiva, e da dalla metà di agosto alla metà di novembre per la migrazione post-riproduttiva.

Il Direttore del Parco del Ticino, Dario Furlanetto, spiega che la zona è una delle rotte principali dei volatili che attraversano l’arco prealpino, sorvolano i laghi e si dirigono a sud per raggiungere l’Africa.

Le specie che transitano sul parco sono principalmente i passeriformi (fringuelli, tordo cesena) e gli anatidi (germani, anatre, oche selvatiche).

Da ottobre, inoltre, è prevista la raccolta di campioni ematici e fecali, come regolato dal protocollo della Facoltà di Veterinaria.

Esami di laboratorio verranno effettuati su tutti gli esemplari deceduti per constatare se questi siano venuti a contatto con eventuali virus, compreso quello dell’aviaria.

I risultati delle analisi, raccolti dalla Facoltà di medicina Veterinaria e dall’Istituto Zooprofilattico della Lombardia, saranno registrati in una banca dati del parco del Ticino.

Particolari prevenzioni saranno applicate anche a chi si occupa dell’inanellamento dei volatili, per evitare ogni possibilità di trasmissione del virus aviaria.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 febbraio 2006
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