Prima l’ospedale e poi il tribunale, ora Luino pensa al futuro

Mentasti:«Ristabilita la situazione originaria». Minelli:«Basta ordinaria amministrazione, guardiamo al futuro»

Dopo il salvataggio dalla chiusura dell’ospedale ora la città del Verbano ottiene la sezione staccata del tribunale di Varese. Luino torna a contare qualcosa nello scenario varesino e cerca di scrollarsi di dosso l’immagine di una città sfiorita sperando di ricominciare a crescere anche in termini di popolazione dopo anni di saldo negativo. «Finalmente le cose per la città cominciano a girare nel modo giusto – commenta il sindaco di Luino Gianercole Mentasti – perchè un centro come il nostro non può che essere un punto di riferimento per l’intera area e l’ottenimento della sezione distaccata del tribunale è sacrosanto».

Ma non bisogna fermarsi qui. La città di Chiara e Sereni ha bisogno di continuare nel suo rilancio e deve aumentare la sua attrattiva se si vuole puntare ad un ritorno degli investimenti industriali:«questo momento deve essere considerato un punto di partenza – continua Mentasti – in fondo siamo tornati alla situazione che c’era dieci anni fa ma con un nuovo slancio». Luino deve guardare oltre e l’opposizione lo ha ribadito anche nell’utimo consiglio comunale con le parole di un ex-sindaco come Vittorio Minelli:«Il ritorno del tribunale è sicuramente un fatto importante – spiega Minelli – ma non può di certo bastare in quanto ora si deve tornare a parlare di progetti che facciano bene a tutti i cittadini, non si può pensare solo in termini di ordinaria amministrazione».

A Luino mancano le strade, un forte progetto di rilancio turistico, la riconversione delle aree industriali oggi abbandonate, una soluzione alla questione eterna degli spazi della stazione internazionale che occupa migliaia di metri quadri da anni senza fruttare un solo euro alla città, l’acquisto di Palazzo Verbania. I problemi sono un’infinità e tutti di estrema importanza per il futuro della città. «Intanto puntiamo a sistemare un altro annoso problema con la costruzione della nuova caserma dei Vigili del Fuoco – conclude il sindaco – che sorgerà nell’area del tribunale all’interno di un progetto più ampio denominato «Polo caserme».

C’è molto da fare, dunque, e ora che i problemi del passato sono risolti bisogna guardare a quelli futuri sentendosi meno terra di frontiera e più parte integrante di una provincia che viaggia ancora a due velocità. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 febbraio 2006
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