Quaranta vigili a scuola di sicurezza nei cantieri edili

Consegnati gli attestati al termine di un corso di formazione voluto dall'Asl per diffondere la cultura della prevenzione

Quaranta alunni, seduti ad ascoltare come funziona un cantiere edile. Sedici ore di approfondimento per valutare senza tentennamenti la sicurezza in cui operano muratori e carpentieri.

Oni anno in provincia aprono tra i 5000 e i 6000 cantieri edili. Il numero degli adetti, in 5 anni, è passato da 19.000 a 26.000. L’Azienda sanitaria locale, deputata a vigilare sulla regolarità del lavoro, in un anno riesce a ispezionarne non più di 400. Come arginare, allora, il fenomeno dell’abuso, dello sfruuttamento che portano all’abbassamento dei livelli di guardia?

L’Asl, con il sostegno dell’Assessorato regionale alla sicurazza, ha promosso un corso di formazione per gli agenti della polizia locale al fine di ampiare il bagaglio delle proprie conoscenze e riuscire a collaborare con le autorità sanitarie sul fronte della prevenzione.

Il corso, come dicevamo, ha riscosso il favore di una ventina di amministrazioni locali che hanno deciso di inviare propri rappresentanti.

La conclusione del corso ha visto la consegna degli attestati ai 40 "studenti" che hanno visto ampliarsi il proprio bagaglio culturale nel campo della prevenzione , della sicurezza e della salute nei cantieri edili.

Alla presenza dell’assessore regionale Massimo Buscemi, che ha ricordato l’imminente arrivo di 13 milioni di euro in favore della polizia locale lombarda, e del direttore generale dell’Asl Pierluigi Zeli i vigili hanno ritirato il proprio diploma nella sede territoriale della regione.

Il numero degli incidenti sul lavoro da qualche anno è stabile, anche se l’aumento del numero degli addetti indioca una contrazione a livelli percentuali: «I numeri sono sempre troppo elevati – spiega Marcello Tiso, responsabile del settore della prevenzione all’Asl – lo scorso anno abbiamo avuto due incidenti mortali ( alla cartiera di Laveno e in autostrada) ma in tutto i sinistri sono stati 1500. La strada che abbiamo imboccato è quella giusta, ma si deve fare di più e sinergie come questa avviata con i comuni non possono fare altro che migliorare la situazione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 febbraio 2006
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