Ricerca, l’Insubria “passa l’esame”

Buono il giudizio complessivo dell'Ateneo che emerge dai risultati del primo esperimento nazionale di valutazione della ricerca

La ricerca all’Università dell’Insubria gode di buona salute: è considerato buono il giudizio complessivo dell’Ateneo che emerge dai risultati dell’indagine del Comitato nazionale di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR), condotta per il triennio 2001-2003.

L’indagine del CIVR è la prima su scala nazionale di tipo non autovalutativo. 

L’Università dell’Insubria aveva sottoposto al CIVR 74 “prodotti” di ricerca (54 articoli su riviste scientifiche, 5 capitoli di libro, 10 libri, 5 brevetti) distribuiti in numero variabile tra le diverse aree scientifiche prese in considerazione.  

In base al numero dei ricercatori presenti in ciascuna area si è convenuto di accettare un numero definito di prodotti. Conseguentemente, gli Atenei sono stati classificati in “grandi strutture” (si potevano presentare oltre 24 prodotti), “medie strutture” (tra 10 e 24 prodotti presentabili), “piccole strutture”(da 1 a 9 prodotti presentabili).  

L’insieme dei prodotti per singole aree è stato valutato con una serie di parametri e ad esso è stato assegnato un compreso tra 0.2 (limitato) e 1 (eccellente).

 

Ecco le valutazioni sull’Università dell’Insubria:

 

*npp: numero dei prodotti presentati  

AREA DISCIPLINARE

VALUTAZIONE

POSIZIONAMENTO

CLASSIFICAZIONE

Scienze matematiche e informatiche

0.90  (*npp: 6)

4^ su 27

Piccole strutture

Scienze fisiche

0.95   (npp: 8)

7^ su 27

Piccole strutture

Scienze chimiche

0.94   (npp: 7)

4^ su 26

Piccole strutture

Scienze della terra

0.80   (npp: 1)

16^ su 26

Piccole strutture

Scienze biologiche

0.84   (npp: 15)

7^su 18

Medie strutture

Scienze mediche

0.71   (npp: 20)

7^su 9

Medie strutture

Scienze storiche filosofiche filologiche e pedagogiche

1.00   (npp: 1)

4^ su 28

Piccole strutture

Scienze giuridiche

0.66   (npp: 10)

19^ su 20

Medie strutture

Scienze economiche

0.77   (npp: 6)

7^ su 23

Piccole strutture

“La ricerca di alto livello – afferma il Rettore Renzo Dionigi – costituisce una ragion d’essere delle istituzioni universitarie. I risultati ottenuti dal nostro giovane Ateneo in questo primo esercizio di valutazione sono incoraggianti e si inseriscono in un percorso che vede l’Università dell’Insubria sempre più competitiva per qualità della ricerca e capacità di attrarre finanziamenti.”
“Nel leggere i risultati della valutazione – spiega il Rettore – va tenuto conto, peraltro, che i prodotti esaminati costituiscono solo una piccola parte della produzione scientifica dell’ateneo nel triennio 2001-03. Rappresentano cioè il 4% degli articoli pubblicati su riviste scientifiche, il 2% dei capitoli di libri e il 17% dei libri.”
Commenta il professor Roberto Accolla, delegato del Rettore per la Ricerca: “I risultati di questo primo esperimento nazionale di valutazione della ricerca sono da considerarsi lusinghieri per l’Università dell’Insubria che si attesta sopra la media in molti dei settori scientifici esaminati” .
“Consideriamo soddisfacente – continua Accolla – anche la valutazione ottenuta in aree in cui il nostro Ateneo sembra apparentemente penalizzato. Ad esempio l’area delle Scienze giuridiche dove, secondo lo stesso Comitato, “può dirsi che non esistono isole di eccellenza” e infatti nessuna università raggiunge un voto superiore a 0.84.” “ Oppure – continua – il settore delle Scienze mediche dove emerge che, passando dalle strutture mega/grandi alle strutture più piccole, c’è una riduzione percentuale nel numero di prodotti d’eccellenza. Inoltre, il rapporto tra lavori “Eccellenti” e lavori “Limitati” passa da un valore di circa 5 quando si considerano solo le strutture mega/grandi, ad un più modesto valore di 1,7 quando si considerano le strutture di minori dimensioni. Ciò conferma che in un campo della ricerca caratterizzato da altissima specializzazione, solo la presenza di strutture di dimensioni tali da garantire la contemporanea presenza nella stessa sede di ricercatori validi e con competenze complementari, può portare alla realizzazione di prodotti d’eccellenza scientifica.”
“Va peraltro sottolineato che, in alcuni casi, la non perfetta interpretazione dei parametri di valutazione adottati ha portato singole strutture alla scelta di presentare un prodotto piuttosto che un altro ritenendolo di maggior valore rispetto all’effettivo punteggio ottenuto.”
“Nel medio termine – indica il Rettore Dionigi – intendiamo consolidare il Centro sperimentale denominato “Sistema di Supporto alla Ricerca, Innovazione e Trasferimento Tecnologico”, una struttura innovativa nel panorama nazionale che ha il compito di dare supporto ai docenti nel reperimento di finanziamenti; incentivare Progetti di Eccellenza selezionati sulla base delle indicazioni espresse nel Programma Nazionale della Ricerca; incrementare i fondi destinati a dottorati ed assegni di ricerca”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 febbraio 2006
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