Sanità: il call center non decolla e le liste d’attesa s’allungano

Una campagna pubblicitaria massiccia partirà per sostenere il numero verde regionale necessario per prenotare le visite mediche. Il servizo, partito tre mesi fa, crea qualche problema

A tre mesi dall’inizio della sperimentazione, sono ancora i mugugni a tenere banco. Il call center regionale per la prenotazione delle prime visite mediche non riesce a decollare. La causa è la scarsa conoscenza che il territorio ha del servizio, del numero di telefono (803000), delle potenzialità. Insomma, una risorsa quasi del tutto sconosciuta. 
Che il servizio non decolli non è grave in sé, se non fosse che l’azienda ospedaliera di Varese e alcuni erogatori del nord della provincia hanno dedicato parte delle proprie agende a questa opportunità di prenotazione telefonica e che, fino a questo momento, manca la possibilità di confrontare in tempo reale la situazione. L’azienda ospedaliera ha adottato l’agenda regionale in una quarantina di ambulatori sparsi un po’ in tutto il territorio riservando il 20% delle proprie disponibilità. Dalla "periferia" si registrano le maggiori insofferenze per i "buchi" che, pare, rendano difficile la gestione delle prenotazioni locali

«Fino ad oggi – spiega il responsabile del Cup dell’azienda Macchi Cantore – il call center non è molto sfruttato. Noi abbiamo riservato il 20% degli appuntamenti, ma rimangono spesso non occupati. I disagi sono contenuti, ma ci impongono alcuni interventi».

Tutti tendono a minimizzare i "danni", ma convengono che alcuni ritocchi vadano apportati: «Ricordo che l’iniziativa è sperimentale – spiega il direttore sanitario dell’Asl Fabio Banfi – È uno degli obiettivi di questa giunta e ci stiamo lavorando intensamente. Regione, Lombardia informatica, Asl, e erogatori locali sono tutti impegnati per "tarare" al meglio il sistema che entro l’anno dovrà essere esteso alla provincia e poi dovrà coinvolgere l’intera regione. Siamo partiti tre mesi fa con un programma di comunicazione graduale: abbiamo iniziato con i medici di base,  poi abbiamo coinvolto le farmacie e tra breve metteremo punti d’informazione nei centri commerciali».

Insomma, il numero 803000 dovrà diventare automatico per prenotare le prime visite mediche. In attesa, però, l’azienda Macchi cerca di limitare i disagi limando ulteriormente i posti riservati all’agenda regionale.

«Il problema delle agende locali – spiega il dottor Banfi – si risolve facilmente, per esempio attuando l’overbooking ( prendere appuntamenti superiori alle capacità reali per sopperire ai vuoti dell’agenda regionale). Settimanalmente ci riuniamo per capire come funziona il sistema e come modificarlo. Con la prossima campagna pubblicitaria speriamo di raggiungere il grande pubblico. Il servizio ha indubbie potenzialità, per questo va sostenuto con convinzione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 febbraio 2006
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