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“Quando parte una crociata non si sa mai bene chi si accoda al drappello di chi ci crede davvero, e proprio la storia delle Crociate ci dice che dietro ai cavalieri venivano bande di disperati”.
Umberto Eco non poteva sapere cosa sarebbe successo a Bengasi dieci giorni dopo aver scritto la sua quindicinale Bustina di Minerva. La sua lucida analisi lascia allora ancor più l’amaro in bocca. Undici morti sono l’epilogo di un modo di fare da irresponsabili.
Non si può pensare di combattere il fondamentalismo con un altro fondamentalismo. Non si può gettare benzina sul fuoco e poi prendersela perché le fiamme corrono e si alzano sempre più alte.
Quando poi a fare tutto questo sono i vertici istituzionali c’è da rabbrividire.
Calderoli è stato un ministro della Repubblica, mica l’ultimo avventore di un bar di periferia. Resterà alla cronaca per le sue frasi celebri sui “culattoni”, e ora per una maglietta di pessimo gusto.
La pronta reazione di esponenti del Governo è il minimo che potesse succedere, ma dove stavano questi lor signori fino a ieri? La rozzezza di questo esponente leghista è sconcertante ed era stato messo a fare il ministro per le riforme.
Ma dove sta il senso delle istituzioni, del rispetto, dell’attenzione all’altro?
Noi abbiamo il diritto di difendere la nostra identità, ma non possiamo per far questo calpestare diritti altrui. E proprio in virtù di un cammino democratico e di civiltà abbiamo tutti il dovere di comprendere le ragioni dell’altro. E invece a Gallarate facciamo pregare gli islamici per strada dopo avergli negato la possibilità di esercitare il proprio credo in un luogo per loro sacro.
Altro che vignette su Maometto!
Mai l’autorevolezza del nostro Paese è stata così in basso. E le cause sono da ricercare non tanto nei colori politici, ma nel manipolo di incoscienti che Berlusconi ha voluto premiare. Non dimentichiamo che siamo su diversi banchi degli “imputati”. Diversi paesi aspettano le sentenze sui fatti di Genova. Il Parlamento europeo è stato ingiuriato a più riprese dal premier e dai suoi alleati. E ora abbiamo contribuito ad alimentare l’incendio del mondo islamico.
Del resto pochi stanno ricordando a questo Governo che ha dovuto cambiare diversi ministri degli esteri, e non solo quelli, proprio a causa di un pressapochismo che lascia interdetti.
In momenti come questi viene davvero il rimpianto per Craxi e Andreotti.
E non è bello.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 febbraio 2006
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