Scuola senza risorse? E le elementari si consorziano

Dall’unione di 4 istituti comprensivi primari è nata “In school service” che oggi raggruppa 14 plessi. Uniti per dividere le spese di formazione, ma anche per gli acquisti

Tanta burocrazia, pochi soldi e tempo risicato. La scuola primaria sta vivendo una profonda trasformazione. Complice la Riforma Moratti, che ha rivoluzionato un lavoro ormai consolidato, tagliando finanziamenti e personale, gli istituti comprensivi primari stanno cercando un modo per continuare.
Un esempio viene da alcune scuole che hanno deciso di costituire una sorta di cooperativa per abbattere le spese e per confrontarsi. Un passo molto coraggioso che supera anche l’autoreferenzialità di cui questo mondo viene spesso accusato.
A promuovere la rete è stato il dirigente del plesso di Comerio, Antonio Antonellis (nella foto), un distretto nato appena due anni fa e che oggi soffre più di altri della penuria di risorse proprio per la sua giovane età.
Il dirigente, insieme ai colleghi dei Circoli Varese due e Varese tre e del plesso di Gavirate hanno deciso di unire le proprie forze e risorse, soprattutto nel campo della formazione del personale: «È il settore più critico – spiega il professor Antonellis – perché non ci sono risorse. Eppure l’aggiornamento professionale è fondamentale per rimanere al passo con i tempi. Il modo di insegnare è profondamente influenzato dalla vita quotidiana, dai progressi tecnologici, dalle abitudini innovative dei bambini. Se gli insegnanti non mantengono la preparazione come possono educare?»

 Dal suo esordio, la rete si è progressivamente estesa, fino a comprendere, quest’anno, ben 14 istituti comprensivi ( oltre a quelli gia citati: Varese 7, Varese 5, Varese 1, Vengono Superiore, Solbiate Arno, Castronno, Azzate, Marchirolo, Cunardo, mentre si attende la firma della Dante e altri due istituti hanno avviato le pratiche): «Noi ci siamo rifatti ad un articolo del regolamento attuativo della legge Bassanini proprio sul tema della scuola – racconta il dirigente – Abbiamo deciso di mettere insieme le poche risorse di cui disponiamo anche per avere un peso maggiore sia negli acquisti, com’è avvenuto per la stampa delle pagelle, mentre in futuro vogliamo creare un fronte compatto davanti agli enti istituzionali di riferimento per poter contare effettivamente».

Ed è proprio il detto “l’unione fa la forza” ad ispirare la scelta di tanti altri istituti primari che stanno chiedendo di poter aderire a “In school Service”, com’è stata chiamata la rete: «Il prossimo 23 febbraio faremo una riunione e decideremo democraticamente le cariche. Attualmente il plesso di riferimento è quello di Comerio, ma solo per i compiti gestionali».

La rete, come già dicevamo, ha anche la funzione di aprire un tavolo di confronto continuo tra il personale docente: « La possibilità di scambiarci opinioni ci dà anche modo di mettere in discussione il nostro modello. L’autonomia, infatti, ci dà alcune libertà ma non sempre il modello pensato è l’ottimale. Il confronto serve anche a metterci in discussione». Altri campi di applicazione del “consorzio” sono per l’applicazione della 626, delle regole della Privacy.
L’autonomia, in fondo, può riservare brutte sorprese: uniti si vince…..

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 febbraio 2006
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