Servizi per cellulari: Varese fa scuola negli Usa

Un’azienda delle nostre zone che opera nell’hi-tech, collabora con i protagonisti della telefonia mondiale ed esporta una mania tutta italiana. Parliamo di Mobile Solutions

Suonerie polifoniche con effetto subwoofer, sfondi per cellulari più vividi di una tv al plasma, videogiochi controllati con il movimento del corpo e giocabili con amici seduti sul divano dall’altra parte del mondo. E poi, ovviamente, anche telefonare. Questo si fa oggi con i cellulari, soprattutto in Italia. E la cosa più bella, è che per una volta siamo noi a fare scuola negli Stati Uniti.

 

Parliamo di Mobile Solutions, ad esempio, un’azienda varesina nata solo nel 2001, ma che è riuscita ad imporsi subito con partner internazionali molto importanti. «In questo momento offriamo i nostri servizi a grossi operatori e aggregatori di servizi oltreoceano ed europei», racconta la responsabile marketing di Mobile Solutions Laura Trani, «mentre anche noi siamo a nostra volta aggregatori di servizi creati dai nostri partner». Forse per abitudine non ci si vanta dei nomi altisonanti con i quali sta collaborando questa impresa tutta varesina: Ericsson, Samsung, Cingular, AT&T, T-Mobile e tante altre compagnie internazionali. Oltre alle nostrane Tim e Vodafone, e agli aggregatori come Handango.

 

È brutto dirlo, ma abituati alle difficoltà delle aziende varesine nello sfondare nel settore hi-tech all’estero, il successo suona come una novità. Eppure è stato tutto decisamente naturale: “Fin dalla nostra nascita abbiamo avuto un respiro internazionale, perché nel campo dei servizi mobili il mercato italiano è all’avanguardia in Europa e nel mondo. Quindi li abbiamo esportati con facilità”.

 

Ma cosa fa Mobile Solutions? Difficile incasellare con precisione le aziende impegnate in tecnologie moderne: formalmente in questo caso staremmo parlando di un Content Service Provider, ma in questo mercato gli obiettivi e i core business cambiano alla velocità della luce, per adattarsi alle esigenze delle persone. «Nel 2001 siamo nati come content provider, ma oggi il nostro business si divide in tre settori». «Il primo è quello della creazione di piattaforme di delivery, che permettono ai nostri partner di distribuire autonomamente dei contenuti». In questo senso è giusto sottolineare che, attualmente, l’azienda è al 100% business to business, quindi non ha un contatto immediato con l’utente finale. Ma non finisce qui, ovviamente, perchè con i cellulari si può fare molto di più, e i business si allargano: «Poi abbiamo un settore java, che consiste nello sviluppo di videogiochi per cellulari». Ultimo ma non ultimo il terzo settore di Mobile Solutions, che poi è il più noto «la realizzazione di contenuti personalizzanti, come i wallpaper e le suonerie polifoniche. Proprio nel campo delle suonerie siamo stati pionieri, perché abbiamo iniziato a realizzarle quanto i cellulari polifonici erano solo dei prototipi». Se quindi oggi riuscite a sfoggiare i motivi più imbarazzanti in luogo pubblico, sapete chi ringraziare…

 

Ma, a parte gli scherzi, la realtà di cui stiamo parlando può offrire un esempio imprenditoriale da tenere in considerazione, che oggi occupa un team di 10 dipendenti, 17 collaboratori esterni e musicisti (per realizzare proprie la fatidiche suonerie). E l’azienda non è varesina “per finta”: «Il team direttivo è tutto varesino, e anche buona parte dei dipendenti». Quindi anche a Varese esistono professionalità in grado di operare con competenza nel mondo dell’hi-tech, e di guardare all’estero.

 

A questo punto è giusto auspicare che queste opportunità vengano sfruttate fino in fondo, così come sta facendo Mobile Solutions, che proprio in questi giorni ha siglato un accordo molto importante con la finlandese VTT. Questa azienda è nota per lo studio di tecnologie che hanno lo scopo primario di affascinare un utente sempre più esperto. Giochi comandati con il movimento del corpo o con la voce, per un intrattenimento d’alto livello. E per il futuro, forse, anche qualcosa che vada al di là del puro divertimento.

 

Quindi dobbiamo abbandonare l’immagine dell’italiano incapace che impara a scrivere un SMS solo dopo anni e anni di rapporto di amore ed odio con il telefonino? «Decisamente, non esiste più quell’italiano, ormai da diverso tempo. Oggi si diffondono sistemi più complessi, come l’instant messaging, e usi del cellulare sempre più avanzati».

Ma dato che qui non si lavora solo per l’Italia, è spontaneo chiedersi se italiani e americani chiedono le stesse cose ad un cellulare… «è difficile rispondere», ammette Trani, «affrontiamo il mercato statunitense da poco tempo, e si tratta di un bacino troppo vasto per fare delle generalizzazioni. Per certi versi il mercato americano è meno evoluto del nostro, per quanto riguarda l’uso del cellulare. Per altri è più avanzato, perché c’è una maggiore confidenza con il web».

 

Dando per scontato il caffè, cosa potremo fare in futuro con il nostro telefonino? E, soprattutto, quali occasioni dovranno saper sfruttare le aziende del futuro? «Non è possibile sapere come si evolverà il mercato e quali saranno le richieste degli utenti. Per il futuro della nostra azienda stiamo passando da un focus sul singolo business ad una strategia “più aziendale”, per creare un portafoglio di prodotti unico da proporre a più clienti. Con lo scopo finale di creare tecnologie per stupire e divertire, e sempre più applicabili».

Prepariamoci quindi all’ennesima grande, e tascabile, meraviglia…

Ping-pong: il cellulare si trasforma in una racchetta

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 febbraio 2006
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