Skateboard, le lettere dei lettori

Le reazioni

Attenzione agli skate board (e alla Polizia)

Nel pomeriggio di oggi, 4 febbraio 2006, mio figlio è rientrato a casa riferendomi che la polizia di stato aveva impedito ad alcuni ragazzi di usare lo skate board nella piazza San Vittore di Varese.

Chiesta conferma ad un amico, un adulto, che controllava da lontano i ragazzi tra cui suo figlio, ho avuto risposta positiva sul fatto che, abitualmente, e non solo in quella zona di Varese, la polizia tende ad avere lo stesso comportamento, cioè ad impedire l’uso del suddetto

attrezzo sportivo comminando addirittura delle multe e minacciando di condurre in questura i ragazzini.

Ho anche chiesto se il gesto della polizia fosse stato dettato da schiamazzi o comportamenti illeciti od altro e, avendo ricevuto risposta negativa, ho chiamato immediatamente il centralino della Polizia di Varese per chiedere spiegazioni.

Alla mia richiesta di informazioni e dell’eventuale esistenza di leggi che impediscano l’uso dello skate in luoghi pubblici, richiesta fatta spiegando il motivo della mia chiamata, mi sono sentito rispondere innanzitutto :" Si calmi…", come se fossi un matto o un esagitato; in secondo luogo mi è stato risposto che evidentemente le

forze di polizia avevano ravvisato comportamenti non corretti da parte dei ragazzi. Dopo aver spiegato che, come testimoniato dal mio amico ciò non rispondeva al vero, il solerte centralinista mi ha invitato, dopo che avevo insistito sull’avere una giustificazione di tale comportamento restrittivo della libertà individuale messo in atto dalla polizia, e dopo aver saputo della inesistenza di leggi che impediscano l’uso dello skate in luoghi pubblici, a rivolgermi alla magistratura per sporgere denuncia.

Oltre a sentirmi beffato per le risposte ricevute, non degne di un paese civile e democratico, mi sembra davvero uno spreco di risorse umane, ed anche economiche, oltre che umiliante per un poliziotto, dover prendere atto che, a fronte di situazioni quotidiane di delinquenza e di criminalità o microcriminalità diffuse, l’attenzione

della polizia di Stato sia focalizzata su ragazzini che, in assenza di spazi pubblici per esercitare il loro sport preferito, sono costretti a farlo in piazze od altri spazi aperti al pubblico e si vedono anche negati diritti fondamentali della libertà individuale.

Chissà come se la ridono i veri delinquenti.

Alberto Paci, Medico di Base a Varese ed ex consigliere comunale della Lista Fassa

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Vorrei commentare la lettera del Dott. Paci del 5 febbraio relativa alle multe a chi si diverte con gli di skate board.

E’ vero che se "usato intelligentemente" lo skate non è vietato dalla Legge e tantomeno nuoce a chi si trova sulla sua strada, ma è altrettanto vero che, purtroppo, capita spesso di vedere in Varese ragazzi non proprio "disciplinati".

Personalmente non parlo tanto della piazza S. Vittore quanto della Via Como.

Mi è capitato più volte di passarci a piedi o in auto. Quando sono a piedi ho ben capito che devo stare attenta ed evitare il tratto di marciapiede davanti alla scuola Mazzini dove questi ragazzi "si divertono" perchè il rischio è farsi male scontrandosi a vicenda.

Quando sono in auto devo avere 8 occhi per non investirli perchè il marciapiede suddetto non sempre è sufficiente e quindi torna utile adoperare anche la pubblica strada, rischiando per loro di farsi male e noi la patente e relativi punti. Perchè, naturalmente, sarebbe troppo chiedere di spostarsi spontaneamente all’arrivo delle auto.

Bisogna inoltre aggiungere che con gli skate è stato rovinato tutto il corrimano della rampa di accesso alla scuola costruita non tanti anni fa per l’accesso ai disabili.

Con questo non voglio dire che questi ragazzi sono tutti uguali, ma far capire che magari i Vigili sono un po’ solerti perchè sollecitati da cittadini scontenti.

Tornando alla carica avuta dal dott. Paci suggerirei, se dovesse rientrare in Consiglio Comunale, di promuovere uno spazio per chi pratica questo sport così i ragazzi eviterebbero "scontri fisici" e le multe dei Vigili e i cittadini potrebbero tornare a passeggiare tranquilli con estrema soddisfazione di tutti.

Cordiali saluti.

Nicoletta F. – Varese

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Buongiorno, scrivo questa mail dopo aver letto il racconto del Sig. Alberto Paci.

Sono un ragazzo di 30 anni che dall’età di 14/15 va in skate in questa "aperta" città che è Varese. Innanzi tutto, seguendo da sempre le varie discussioni che ci sono state riguardo a questo sport da sempre criminalizzato, ero al corrente che dal codice della strada è vietato l’uso del velocipede (così viene chiamato) su qualsiasi suolo pubblico, strada, piazza o marciapiede che sia. La legge dovrebbe risalire al massimo ad una decina di anni fa, mentre prima non c’era niente di scritto. Da sempre comunque "noi" skater siamo stati visti come dei teppisti da parte delle forze dell’ordine, che più volte non hanno mancato di dare multe e anche di sequestrare tavole. A difesa di polizia, vigili etc., posso anche dire che la maggior parte delle volte erano costretti ad intervenire a seguito di segnalazioni da parte di cittadini e negozianti, ai quali dava fastidio forse il rumore prodotto dallo skate o forse il vedere ragazzi divertirsi al di fuori degli standard, cioè non giocando a calcio o vestiti a festa per passeggiare per il corso etc.

D’altra parte anche noi non siamo dei santi, spesso all’invito ad andarsene si risponde in maniera non troppo educata, ma gli adulti dovrebbero capire che hanno a che fare con dei ragazzi, il più delle volte adolescenti e quindi anche un pò ribelli… io ho imparato solo dopo anni che è meglio mantenere comunque un rapporto positivo, cercando di non dar ragione all’idea di chi vuole mandarci via credendoci dei poco di buono.

Non credo possa esserci una soluzione a questo, servirebbe solo una maggior sensibilità da parte dei cittadini, anche se dovessero creare un parco attrezzato per questo sport è comunque inconcepibile che non ci si possa divertire per le piazze di questa città, rendendola anche più viva e allegra.

Ma dopo tanti anni ci si fa il callo… e dica a suo figlio, come recitava una rivista dei tempi che furono "spingi il tuo skate e chi se ne frega degli altri!!"

Alessandro De Simone, old_skater

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 febbraio 2006
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