Sport e shopping, non è un tabù

A Biella la Coop ha finanziato il nuovo Palasport. "Pronto nel 2007, ma la burocrazia ha allungato i tempi"

Sabato 25 Varese sarà teatro di una manifestazione a favore del progetto del nuovo stadio. Una questione che ha rilanciato l’attenzione dei varesini sugli impianti sportivi cittadini che necessitano di attenzione: in questo contesto si è inserita la proposta della famiglia Sogliano che ha trovato l’appoggio di molti tifosi e di alcuni politici ma anche lo scetticismo di parte del Palazzo.

La sinergia tra impianti e società sportive con grandi realtà commerciali è secondo molti la strada del futuro, sulla scia di quanto avviene nei grandi stadi inglesi e del nord Europa. Molti i progetti in cantiere in Italia, anche se fino ad ora non ci sono risultati tangibili. I primi potrebbero arrivare dalla vicina Biella (foto: Lorenzo Gergati, varesino in forza ai piemontesi) dove è in costruzione un nuovo palasport da 5.200 posti nel quale giocherà la locale squadra di serie A di basket a partire dal 2007. Il palazzetto è stato costruito con un finanziamento della Coop che ha inserito all’interno della struttura un centro commerciale con un ipermercato di 7.500 metri quadrati, due gallerie di negozi e 5.000 parcheggi.

«L’iter è durato sei anni – racconta Gabriele Pinna, giornalista dell’Eco di Biella – a causa di lunghezze burocratiche di ogni tipo. L’idea venne quando la pallacanestro iniziò ad aver bisogno di un palazzo più funzionale e capiente di quello attuale mentre Coop aveva intenzione di ampliare la sua presenza sul territorio biellese ma non poteva a causa di una legge regionale che impediva la costruzione di nuovi centri. Si è così arrivati a un accordo in cui Coop costruirà il palasport, lo regalerà al Comune e costruirà un’area commerciale nella quale trasferirà il proprio punto vendita».

Una parte importante nella vicenda l’ha avuta anche Marco Atripaldi (nella foto), apprezzato general manager della Pallacanestro Biella. «Proprio l’altro ieri è stata firmata la convenzione che dà il via libera all’inizio dei lavori: tra un mese o poco più prenderà il via il cantiere». Proprio i tempi lunghi della burocrazia sono stati i principali intoppi per la nascita della nuova struttura: «Il progetto è pronto da ormai quattro anni, ma ha subito una lunga serie di modifiche. L’ultima per la legge Pisanu che ha richiesto maggiori spazi esterni e vari adeguamenti per la sicurezza. Avremo così un palazzo di 5.200 posti ampliabili in occasione di concerti e altri eventi e questa era la condizione prima per mantenere una squadra di serie A a Biella, visto che nell’attuale arena non avremmo potuto continuare a giocare. La società potrebbe essere coinvolta nella gestione diretta e stiamo già pensando a questa possibilità; inoltre siamo ovviamente interessati a tutte le iniziative di co-marketing che si potranno sviluppare data la presenza di tanti esercizi commerciali nello stesso posto in cui giocherà la squadra».

Il nuovo impianto sorgerà alle porte della città, su terreni acquisiti dalla stessa Coop. «Negli accordi con il Comune poi – prosegue Atripaldi – saranno permutati e diventeranno pubblici, poiché comunque il palasport sarà regalato alla municipalità. Coop sborserà in tutto una cifra vicina ai 110 milioni di euro, 12 dei quali per il solo palazzetto (nell’immagine: un prospetto) che sarà la prima opera ad essere terminata. Nel progetto sono anche inserite le varianti alla viabilità, le aree verdi e altre strutture sportive perché il tutto è pensato come un vero e proprio punto di aggregazione che vada oltre alla spesa e alla partita».

Abbinare l’emozione di una partita di alto livello alla comodità di fare shopping è quindi possibile. Basta che tutte le parti in causa siano d’accordo e che si abbia la pazienza di attendere i tempi della burocrazia. A Biella ciò è avvenuto, saremo capaci anche a Varese?

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 febbraio 2006
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