Telaro: “Fuori la politica dal Teatro”

L'ex presidente Matteo Telaro difende l'operato del suo gruppo di lavoro e snocciola i numeri della gestione 2001-2005 che ha visto crescere del 70% gli spettatori del Giuditta Pasta

"Non posso sopportare che con affermazioni di una leggerezza intollerabile si ledano il lavoro, l’impegno e l’intelligenza di chi qua dentro tutti i giorni mette professionalità, amore e passione per far crescere il Teatro di Saronno". Matteo Telaro (nella foto), presidente del Teatro Giuditta Pasta fino al 13 gennaio scorso, è un fiume in piena nel rispondere agli attacchi che, in modi diversi, il mondo della politica cittadina sta portando in questi giorni alla prestigiosa istituzione culturale saronnese. Lo ha fatto ieri nel corso di una conferenza stampa, convocata per illustrare il bilancio del quinquennio che si è appena concluso e che è stato caratterizzato da numeri che fanno del Giuditta Pasta una realtà di prim’ordine nel panorama teatrale varesino e lombardo.

"Un crescita degli spettatori del 70% in cinque anni, 93 titoli in cartellone contro i 40 del quinquennio precedente, repliche più che raddoppiate e per contro un costo medio a spettatore che è sceso da 10 a 7 euro. Questa è la mia risposta a chi vorrebbe far diventare il teatro di Saronno campo di una battaglia politica – continua Telaro – Una cosa che non accetto, perché non è utile per il teatro, è offensivo per i 42mila spettatori che ci hanno seguito in questi cinque anni ed è avvilente per l’immagine stessa della città".

La risposta di Telaro è rivolta a quanti hanno disegnato come "drammatica" la situazione dei bilanci del Giuditta Pasta, e in particolare ad Angelo Proserpio che del teatro è stato presidente nei cinque anni che hanno preceduto la gestione di Matteo Telaro e che nell’ultimo numero dell’organo di informazione del centro-sinistra saronnese ha parlato di "gestione sbagliata: "Con affermazioni palesemente false Proserpio sta tentando di gettare fango su questi anni di lavoro che invece hanno visto il Teatro crescere. Non si può dire che i 361mila euro che il teatro deve incassare come crediti già messi a bilancio siano inesigibili, perché questo equivale dire che dal consiglio di amministrazione, dal sottoscritto e anche dal collegio dei revisori è stato approvato un bilancio falso. Non posso accettare che si infanghi così l’onorabilità mia e del mio gruppo di lavoro".

E’ stato anche detto che il Comune spende troppo per il Teatro di Saronno. "Un’altra affermazione che trovo sbagliata e avvilente – sbotta Telaro –  Qualcuno ha detto che in cinque anni il costo a carico delle casse comunali è raddoppiato. Anche qui smentisco con i numeri: il contributo comunale nel quinquennio 2001-2005 è aumentato del 20% rispetto al periodo 1996-2000, ma abbiamo portato gli spettatori da 25mila a 42mila con una crescita del 70%, mentre l’aumento delle repliche è del 122% e quello dei titoli proposti è del 134%. Se abbiamo fatto questi risultati direi che abbiamo fatto bene il nostro lavoro, e quanto ai bilanci non c’è un solo teatro in Italia che non abbia i conti in rosso. Il teatro costa, non è un caso se c’è una legge apposta che prevede sovvenzionis tatali per questa attività culturale. Il centro-sdinistra ha detto in consiglio comunale che non spenderebbe tutti questi solidi per il teatro. Beh, è un’affermazione grave e preoccupante. Scegliere di spendere o non spendere in cultura è una scelta di democrazia. Invece di parlare di tagli, si pensi piuttosto a come individuare nuove fonti di reddito per dare più cultura".

E qui Telaro tocca uno dei punti dolenti: la vera partecipazione della città alla vita del suo teatro. E non si parla di spettatori o dei quasi 10mila bambini e ragazzi che nell’ultimo quinquennio hanno affollato gli spettacoli proposti per loro. Si parla di soldi: "Quella delle sponsorizzazioni di aziende e privati è una strada che abbiamo perseguito con tenacia, ma che è lenta e faticosa. Credo che questa città debba uscire dalla brutta abitudine di piangersi addosso – aggiunge Telaro – e capire che Saronno è in una zona invidiabile per mille punti di vista e che la sua collocazione  strategica all’incrocio tra le grandi vie di comunicazione collegano Nord e Sud dell’Europa offre tante opportunità. Forse è venuto il momento di  guardarsi intorno e saperle cogliere".

Intanto di teatro, ma purtroppo non nel senso culturale del termine, si è a lungo discusso lunedì sera in consiglio comunale: nel gioco delle poltrone, infatti, al posto di Matteo Telaro alla presidenza del Consiglio di amministrazione del Giuditta la maggioranza vorrebbe mettere il consigliere comunale di Forza Italia Enzo Volontè, ma lo statuto comunale pone una questione di incompatibilità delle due cariche. Così la soluzione è stata trovata nella modifica dell’articolo stesso, cosa che ha scatenato una dura reazione da parte dei gruppi di opposizione che minacciano il ricorso al Tar se la decisione dovesse passare in via definitiva.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 febbraio 2006
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