Tettamanzi: “Dedichiamo a Cristo la sofferenza dei malati”

Il Cardinale Dionigi Tettamanzi in visita all'Ospedale di Saronno per la Giornata del Malato. Picchetto anti-privatizzazione all'ingresso del nosocomio

L’11 febbraio 1858 una giovane contadina basca, Bernadette Soubirous, ebbe la prima visione della Vergine Maria nella grotta di Massabielle, vicino alla città di Lourdes. Da allora Lourdes è sinonimo di miracolo e di consolazione per gli afflitti, e milioni di persone, malate e non, vi si sono recate ritrovandovi, quando non la salute, la fede.
Oggi, 11 febbraio, in ricordo di quel prodigio, e dei tanti altri che seguirono, si celbera la Giornata del Malato: e il cardinale Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi si è recato in vista presso l’Ospedale di Saronno, come già fece l’anno scorso a Busto Arsizio.
Sua Eminenza, affiancato dal cappellano don Giuseppe Moretti, ha celebrato la Santa Messa nella chiesetta di Nostra Signora di Lourdes (nel padiglione verde), colma di personale, malati, fedeli ed autorità – fra gli altri il saronnese
Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla Presidenza della Regione – prima di recarsi a visitare gli infermi nel reparto di oncologia, diretto dal dott. Claudio Verusio. Per tale reparto è prevista prossimamente la creazione di una unità di radioterapia, già finanziata dal Pirellone con 4 milioni di euro.

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Il Cardinale Tettamanzi celebra la Messa all'ospedale di Saronno 4 di 5

La Giornata del Malato è per eccellenza dedicata alla consolazione e alla visita di chi soffre: e su questi temi il cardinale ha avuto parole elevate nella sua omelia. La consolazione è un concetto che ha più significati, per Tettamanzi: fra questi quello forse più importante di tutti riguarda egualmente i malati e i sani. "La vera grande paura di tutti è di rimanere soli nel dolore e nell’angoscia. Per combattere questi mali e sconfiggerli serve la partecipazione di chi è vicino ai sofferenti: perchè chi viene a trovare un malato si fa strumento vivente della consolazione di Dio".
Il mistero del male e della sofferenza è tema centrale alla dottrina teologica cristiana, che vi si interroga da duemila anni, a partire dalla Crocefissione per eccellenza, quella di Gesù. "Nel volto del malato, deformato dal dolore e dalla paura, noi ritroviamo quello del nostro Maestro e Signore Gesù Cristo, che aveva operato miracolo chiedendo in cambio una cosa sola, e semplice: la fede". Per il cardinale, Lourdes, in fondo, non è lontana: "la possiamo trovare più vicino di quanto pensiate, così vicino che è dentro di noi. È nel nostro cuore che possiamo trovare il santuario della Vergine. A Lei, con fiducia, chiediamo che i nostri dolori siano uniti a quelli patiti da suo figlio Gesù, perchè si facciano strumento di salvezza e fonte di vita eterna".

Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Pietro Zoia ha avuto parola di gratitudine per Tettamanzi e per il personale del noscomio saronnese. "La sua presenza ci è di conforto, Eminenza" ha detto Zoia, "nel proseguire un cammino che ci vede impegnati a vedere nei malati persone nella loro integrità, non semplici numeri, e ad umanizzare l’atto di cura fino a creare un ospedale amico dell’uomo. La sua visita è testimonianza concreta di attenzione tanto a chi soffre quanto a chi, con tutte le difficoltà che incontra, si prende cura dei malati". Un pensiero particolare Zoia l’ha rivolto "ai malati più deboli, come quelli di tumore, che il cardinale incontrerà oggi, o quelli di mente, ricordati di recente anche dal Papa".

All’ingresso di piazzale Borella era presente un picchetto di protesta, non contro l’arcivescovo ma contro il progetto di fare dell’ospedale una fondazione. "L’ospedale di Saronno non è in vendita", "La salute non è una merce", "Difendiamo i nostri diritti: no alla Fondazione" si legge sui volantini distribuiti a cura del Comitato per la Difesa della Sanità Pubblica, in cui si accusa il presidente della Regione Formigoni e il sindaco di Saronno Gilli di aver privatizzato l’ospedale. Nel volantino si contestano inoltre varie "bugie", come le si definisce, quali il fatto che la fondazione sia comunque un istituto pubblico, mentre si tratta di un ente di diritto privato, tenuto ad avere profitti o chiudere, che la fondazione riporti l’ospedale sotto il controllo del Comune, e infine l’idea, quasi un mantra al giorno d’oggi, che la gestione dei privati migliori l’efficienza. "I profitti dei privati sono pagati con le tasse dei cittadini" contestano gli oppositori della fondazione, aggiungendo che anche la Corte dei Conti ha recentemente messo alla berlina sprechi e disservizi determinati dai privati nel sistema sanitario lombardo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 febbraio 2006
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