«Tra poco andrò sul satellite»

Prorogata fino a marzo la mostra del vincitore del premio GhigginiArte giovani. Marco Anzani racconta il suo viaggio artistico

Lavora nel suo piccolo e disordinato studio di Castelvetro Piacentino vicino a Cremona, disegna fin dai “tempi delle scuole medie” e preferisce avere sempre con sé la macchina fotografica. Marco Anzani “fa arte” da sempre e definirlo solo pittore o fotografo o scultore è riduttivo. La suggestione iniziale della sua ricerca è suggerita quasi sempre da una immagine, successivamente rielaborata in studio o sul pc con tecniche e materiali differenti. Due dittici Echodays red e Mezza stagione e l’opera su seta Marshall gli hanno dato la vittoria del Premio GhigginiArte Giovani 2005 e, come da regolamento, una selezione delle sue opere è esposta alla Galleria Ghiggini di Varese in una mostra personale (fino ai primi di marzo). Le opere che vanno dal 2000 al 2005 e presentano i diversi percorsi che in questi anni Anzani ha affrontato contemporaneamente «Mi piace seguire diverse tematiche– spiega Marco Anzani – linee differenti che poi si intrecciano e portano a soluzioni comuni». Il tema del viaggio, prima di tutto, con la rielaborazione di quei mezzi di trasporto per brevi distanze, come la comune automobile, fino al viaggio transoceanico su grandi navi o al più rapido aeroplano «tra poco andrò sul satellite» scherza Marco, anche se già le suggestive immagini della terra fotografata dallo spazio hanno già preso corpo nelle sue opere, «immagini rubate dal web» per un dittico pesci-meteo.

Galleria fotografica

Marco Anzani alla Galleria Ghiggini 4 di 9

La soluzione del dittico, di due immagini contrapposte, è tra le più congeniali «sono un sostenitore degli estremi, e mi piace indagare la verità nell’uno e nell’altro senso. Per questo la divisione dell’opera in due mi piace e mi permette di contrapporre due realtà». La magia dell’arte orientale con la pittura su seta e la stilizzazione di elementi floreali conduce ad una differente ricerca dove il piano prospettico è inesistente, il fondo piatto e il colore uniforme. Il tempo è sospeso così come lo spazio.

«Non ho frequentato scuole d’arte ma ho preferito imparare le tecniche base nello studio degli artisti» autodidatta con la scelta di andare “a bottega” e affinare sul campo l’uso del pennello e delle diverse soluzioni. Non manca la collaborazione con altri artisti, musicisti, poeti, performer e nasce proprio da uno di questi incontri l’opera vincitrice Marshall. «Alcuni amici musicisti stavano provando in un cascinale, venni catturato da questo vecchio amplificatore, dal suo colore oro e dal suo alone di passato. Catturai quell’immagine con la macchina fotografica e poi andai alla ricerca del supporto giusto, lo trovai nella sottile trama della seta color oro e vi lavorai in studio, così nacque l’opera».

In questo continuo indagare sulle forme, le tecniche, le infinite possibilità dei mezzi espressivi – ha scritto Donatella Migliore la corsa a ostacoli sembra non aver mai fine non per assecondare una spocchia che certo non gli appartiene, ma perché lui stesso è consapevole di non poter, e voler, dare un limite di finitezza alle sue opere.

MARCO ANZANI

Galleria GHIGGINI 1822, via Albuzzi 17, 21100 Varese

22 gennaio – 1 marzo 2006

orario: 10 – 12,30; 16 – 19,15

aperto la prima domenica del mese – lunedì chiuso

tel. 0332284025 – fax 03321690728

galleria@ghiggini.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 febbraio 2006
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Marco Anzani alla Galleria Ghiggini 4 di 9

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