Trovati animali morti alla Schiranna, si attendono le analisi

Si tratterebbe, secondo fonti non ancora confermate, di volatili: ora toccherà all'ASL stabilire se hanno contratto il virus dell'influenza aviaria

Nella giornata di domenica 26 febbraio i Vigili del Fuoco di Varese hanno ricevuto la segnalazione della presenza di animali morti nel lago, presso il lido della Schiranna. Si tratterebbe (ancora non vi sono conferme ufficiali) di uccelli acquatici, e ne è stata subito avvisata l’ASL, cui per competenza spetterà il dovere di compiere analisi sugli animali per verificare la presenza del temibile virus H5N1, variante dell’influenza aviaria dimostrata assai pericolosa anche per gli esseri umani. Beninteso, ad essere a rischio sono solo coloro che stanno a stretto e prolungato contatto con gli animali; nessun pericolo, invece, per la gran parte della popolazione. La probabilità di un passaggio del virus da animale a uomo è abbastanza ridotta, e in ogni caso richiede, come accennato, un contatto piuttosto stretto.

Ancora non si sa se gli animali ritrovati siano cigni, unica specie finora colpita in Italia, oppure anatre. Sinora la diffusione della pandemia fra gli animali ha seguito in modo abbastanza prevedibile le loro rotte migratorie fra l’Oriente, dove è stato indentificato per la prima volta il virus, e l’Europa.

Il direttore dell’ASL Fabio Banfi, pur non potendo ancora confermare la notizia del ritrovamento degli animali, avvenuto durante la domenica, tiene a tranquillizzare il pubblico. "Nelle ultime settimane abbiamo trovato abbastanza di frequenti animali deceduti, ma finora non è stato rilevato il virus dell’influenza aviaria. Non escludo che prima o poi esso si manifesti anche qui, come già accaduto altrove (oggi anche in Svizzera, ndr): per questo abbiamo attivato un attento monitoraggio in cooperazione anche con Lipu e Parco del Ticino, e mercoledì terremo un incontro con i sindaci della provincia per identificare e monitorare i cosidetti ‘allevamenti sentinella’, quelli cioè che distano un chilomentro o meno da zone a rischio – laghi, stagni, paludi dove gli uccelli più esposti al virus si posano abitualmente".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 febbraio 2006
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