Un check-up completo per le aziende tessili varesine

L'iniziativa, presntata oggi nella sede bustese di Univa, è frutto di un accordo fra Univa e Centrocot, con la copertura finanziaria della Regione e di San Paolo IMI

La crisi continua a mordere il tessile: e dall’Europa non arrivano finora notizie positive, con buona parte dei Paesi che contano, Germania e Gran Bretagna in testa, contrari all’adozione delle clausole di salvaguardia, spalleggiati per giunta da quegli imprenditori italiani che hanno pensato bene di delocalizzare all’estero. In questa situazione non allegra Univa non si dà per vinta e, con l’appoggio tecnico di Centrocot e quello finanziartio della Regione Lombardia e del gruppo San Paolo IMI, propone alle aziende associate un check-up gratuito di prodotti e processi di lavorazione.

Questa nuova iniziativa, denominata Textile Grow Up: Technological Scouting delle imprese del settore viene a ricadere nell’ambito del più ampio progetto Grow Up a sostegno del tessile-abbigliamento. Si tratta, in sostanza, non solo di offrire un utile servizio a varie aziende (si calcola in una sessantina il numero dei possibili aderenti, azienda più, azienda meno, data l’entità dei finanziamenti disposnibili), aiutandole nella scelta di tecniche e strategie produttive adeguate, ma di realizzare una vera e propria fotografia del settore, soprattutto riguardo il livello di innovazione corrente nella filiera.

"Non vogliamo certo insegnare il mestiere a nessuno" mette le mani avanti Grazia Cerini, direttore generale di Centrocot, ben conscia dell’antico orgoglio professionale che anima soprattutto i piccoli imprenditori: ma è soprattutto a loro che potrà essere utile questo check-up complessivo delle tecniche produttive. Come ha spiegato in modo analitico e completo Gabriella Alberti Fusi, direttore tecnico di Centrocot, i risultati delle analisi compiute su campioni dei prodotti dell’azienda, saranno resi noti agli interessati sulla base di standard di riferimento oggettivi e riconosciuti internazionalmente, comparandoli anche a dati noti su prodotti dei principali concorrenti. Inoltre si esamineranno le possibili ricadute positive di eventuali miglioramenti da introdurre ai processi produttivi onde renderli più efficienti ed economici. Dal corpus di dati raccolto ad analisi concluse si trarrà infine un Rapporto di settore che darà il polso della situazione nel tessile, e dei margini di miglioramento esistenti.

Informazioni numeriche ed oggettive, dunque, quelle che saranno fornite alle aziende partecipanti circa le caratteristiche tecniche e prestazionali dei tessuti prodotti. I test eseguiti saranno personalizzati secondo le esigenze della singola azienda aderente (per aderire si compila un semplice modulo): quelli più comuni verranno sempre eseguiti, quindi se ne potranno compiere di più specifici per chi, ad esempio, produce tessuti per ambiti particolari come quello medico o quello sportivo, dove sono necessarie specifiche batteriostatiche, termoregolative o di contenimento delle cariche elettrostatiche. Un lavoro completo, dunque, che vuole porsi anche come importante operazione di marketing, di valorizzazione e promozione dei prodotti e delle aziende, ma che soprattutto si muove nella direzione giusta, quella di lavorare insieme e spalleggiarsi a vicenda: perchè la polverizzazione del sistema produttivo, da punto di forza del sistema-Paese, si sta traducendo in una delle sue maggiori debolezze.

L’adesione al progetto Textile Grow Up sarà possibile fino a metà marzo circa; i primi risultati si dovrebbero avere in estate.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 febbraio 2006
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