Uno stand per scoprire i Sacri Monti

Uno spazio espositivo ed un incontro al Bit, per promuovere questa forma artistica riconosciuta dell'Unesco. Una risorsa culturale e turistica

Vivere l’idea del pellegrinaggio, nello spazio e nel tempo, in una rappresentazione in grado di avvolgere fisicamente chi la vive. È questo lo scopo dei Sacri Monti, una forma architettonica decisamente singolare, che si è sviluppata fortemente nella zona insubre a partire dalla fine del Quattrocento.

Secondo l’Unesco, che ha reso quelli italiani patrimonio mondiale, "I Sacri Monti rappresentano la riuscita integrazione tra architettura e belle arti in un paesaggio di notevole bellezza. In un periodo critico della storia della Chiesa Cattolica testimoniavano un tentativo di recupero dei valori cristiani. Inoltre la realizzazione di un’opera di architettura e arte sacra in un paesaggio naturale, per scopi didattici e spirituali, ha raggiunto la sua più alta espressione in questi allestimenti dell’Italia settentrionale, che hanno avuto una profonda influenza sui successivi sviluppi nel resto d’Europa".

Proprio nella nostra provincia abbiamo un esempio di questo patrimonio, il Sacro Monte Sopra Varese, che merita di essere promosso a livello turistico. Per questo è nato il progetto "Rete Sacri Monti Alpini", finalizzato alla divulgazione della conoscenza in merito a sette Sacri Monti piemontesi, due lombardi e due ticinesi

Capofila del progetto, a cui partecipano Regione Lombardia, Regione Piemonte e Canton Ticino, è proprio il Comune di Varese.

E gli sforzi di questa iniziativa culmineranno proprio al Bit, la fiera del turismo che si aprirà il 18 febbraio a Milano. Nello spazio A23 del padiglione 19 ci sarà uno stand dedicato con tanto materiale informativo su queste realtà, come dépliant promozionali turistici e mappe dei luoghi sacri.

Inoltre il 21 febbraio, alle ore 10, si svolgerà allo stand della Regione Lombardia (vicino a quello della Rete) una conferenza relativa al progetto, al quale interverrà Luigi Zanzi, uno storico che effettuerà un inquadramento culturale di questo caso artistico singolare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 febbraio 2006
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