Varese crolla ai liberi, Roma espugna Masnago

Whirlpool-Lottomatica 73-77. Bodiroga decide nel bene, Collins nel male. Castiglioni: "Su con la vita, abbiamo fatto il nostro dovere"

Bodiroga, Hawkins o Varese stessa? Chi è l’assassino della Whirlpool che perde per la seconda volta in casa, seppur al fotofinish (73-77) contro Roma? L’ala serba (foto: S. Raso) sonnecchia per 39’, poi mette 7 punti decisivi in 60”; la guardia Usa completa una gran partita con l’azione decisiva quando stoppa a una altezza siderale Collins (non sufficiente) lanciato a canestro. Varese però si interroga su un tragico 12/24 ai liberi che rovina quanto di buono costruito nei 40’ e lascia con l’amaro in bocca il pubblico di Masnago. Qualcuno se ne va fischiando, ma la risposta più bella arriva per bocca di Gianfranco Castiglioni: “Abbiamo perso di un soffio con una squadra che ha sfiorato la coppa Italia. Questa è la squadra che voglio vedere, bravo Ruben, avanti così”.

COLPO D’OCCHIO – Le telecamere di Sky sono costrette a inquadrare una Curva Nord quasi deserta a causa della protesta organizzata dalla Gioventù Biancorossa dopo le scoppole subite a Bologna e Forlì. Una manifestazione forse eccessiva: in passato (vedi il -35 con Cantù in cui molte colpe le ebbero i giocatori) la maglia di Varese ha subito ben altri affronti. Nel quasi silenzio c’è modo di apprezzare gli applausi, pur timidi, per Bodiroga e ascoltare i fischi al “nemico storico” Sconochini.

PALLA A DUE – Rispetto al quintetto classico Ruben Magnano inserisce dall’inizio Marco Allegretti con il compito preciso di marcare Dejan Bodiroga come accaduto all’andata. Pesic, orfano di Ekezie, pone Tusek a centro area spalleggiato da Tonolli.

LA PARTITA – Inizio spumeggiante in cui Garnett (foto: S. Raso) e Albano, i due principali indiziati nelle recenti debacle, partono forte. Dall’altra parte è soprattutto Hawkins a colpire ma Garnett al 5’ è già in doppia cifra per il 14-10 biancorosso. Tusek replica dall’arco poi 5 punti di Bodiroga scavano un solco per gli ospiti (14-20). Di nuovo Albano replica con convinzione nel momento in cui Pesic cambia 4/5 del quintetto base. Ma chi stupisce è Garnett: 16 punti (4/4 da tre) in 10’ chiusi sul 27-26 per Varese.
Sulla prima sirena si rianima la curva, non si smorzano Albano e Garnett: biancorossi a +8. con 32 punti della “premiata ditta”. Roma replica con le triple di Hawkins e Sconochini che approfittano di spazio sul perimetro. Pesic sceglie la zona per rallentare l’impatto biancorosso e la mossa dà frutti anche perché Roma può approfittare di un paio di contropiedi utili. Ilievski sorpassa nel peggior momento di Varese che coincide con un parziale di 11-0. L’emorragia prosegue quando il play macedone mette a segno un gioco da 4 punti dopo fallo di Collins; serve una fiondata centrale di Hafnar per riportare fiducia in casa Magnano. Si va al riposo sul 47-48.

Il terzo periodo mantiene le premesse. Bolzonella pareggia a quota 52 dopo che la Whirlpool era andata a -5. Varese mostra i denti ma paga un paio di forzature che non permettono il break. Break che si apre e si chiude sugli arbitri: un terzetto davvero insufficiente, anche se imparziale. I sorpassi si susseguono rendendo avvincente il duello: ad Albano e Garnett, bravi anche nel gioco a due, risponde Ilievski da lontano. Chi fatica è Collins, molto lontano dagli standard migliori. Hafnar e di nuovo Garnett infilano due perle dopo una magia di Hawkins che schiaccia nel traffico: al 30’ Varese conduce 64-61.

IL FINALE – Magnano sceglie il quintetto base per giocarsi gli ultimi 10’; Pesic manda i garretti di Hawkins sulle tracce di Garnett. Dopo 2’ di empasse conditi da scempi arbitrali sui due fronti Collins rompe il ghiaccio da centro area. Il punteggio subisce una brusca frenata con le due squadre che muovono il tabellone solo dalla linea dove Varese sbaglia troppo. Iniziano a pesare i falli: 4 per Howell, 5 per Helliwell. Spettacolare azione (da 3 punti) tra Ilievski e Hawkins che chiude un gran alley hoop per il 68-67. Si sbaglia sui due fronti con il pallone che pesa sempre più. Collins imbecca Albano per il +3 pareggiato da Tusek a 2’30” dalla fine. Hafnar segna un solo libero a 2’ dalla sirena, Righetti manda sul ferro una tripla ma la rimessa è ospite tra le proteste. Ancora “Rigo” si fa pescare in fallo (compensazione arbitrale?) però Hawkins e Bodiroga sono magistrali: stoppata dell’americano, tripla del serbo. Varese ci prova da 3 ma i tiri di Hafnar e Collins non vanno. Palla a Bodiroga e +4 Roma a 28” dal termine. Collins guadagna due liberi che segna. Bodiroga però è glaciale e fa 2/2. C’è ancora tempo per un timeout ma la tripla di Collins a 6” va di nuovo fuori. La legge di Masnago fa cilecca per la seconda volta; arriva qualche fischio inutile, ingeneroso e dannoso.

IL PROTAGONISTA – Sarebbe stato bello scegliere Garnett o Albano, ma la palma del migliore va a David Hawkins. 20 punti, la difesa buona per fermare il tiratore di Varese, la stoppata decisiva. Il tutto condito con tre o quattro giocate strepitose che da sole valgono il prezzo del biglietto.

CASTIGLIONI – I fischi e le proteste di parte di Masnago ricevono la risposta più bella nel dopo partita dal presidente Castiglioni. Il patron giunge in sala stampa mentre un abbacchiato Magnano sta svolgendo la disamina tecnica della gara e rincuora il proprio tecnico. “Abbiamo perso con una squadra che ha appena sfiorato la vittoria nella Coppa Italia. Varese ha giocato una gran partita, si è impegnata, non ha vinto solo per qualche episodio nell’ultimo minuto. Non ci si deve abbattere per una serata così, bravo Rubens hai fatto il tuo dovere. Su con la vita, forza, non siamo al cimitero”. Complimenti: questo è il miglior commento a chi, in ogni sconfitta, cerca un capro espiatorio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 febbraio 2006
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