Varesini truffati dalla catena di sant’Antonio

Sarebbero oltre duecento le persone residenti nella nostra provincia rimaste invischiate in un'organizzazione "multilevel" partita da Udine

Individuata dalla Guardia di Finanza di Udine un’organizzazione che gestiva in Italia una rete commerciale – in pratica una sorta di catena di Sant’Antonio – per operazioni truffaldine di "multilevel marketing" attraverso due società off-shore con sede alle Bahamas e in Svizzera.
Complessivamente sono 610 le vittime di un "buco" per oltre 9 milioni di euro, mentre 11 sono i soggetti indagati, tra cui un funzionario di banca vengono contestate violazioni per 7 milioni di euro. In pratica le due associazioni a delinquere avevano come scopo non tanto la vendita di beni, ma l’acquisizione di sempre nuovi aderenti da cui percepire provvigioni con il conseguente obbligo per i nuovi iscritti di coinvolgere nel sistema ulteriori soggetti, spesso amici e parenti, per rientrare nelle somme conferite.
Il maggior numero di persone truffate si trova in Lombardia: sarebbero ben 386. Ma il dato ancora più inquietante è che nel Varesotto le persone cadute nella rete dei truffatori sarebbero 207.
Il raggiro si basava su un meccanismo molto semplice e collaudato: gli affiliati proponevano l’acquisto di azioni e obbligazioni della società caraibica e operazioni speculative con monete d’oro, sterline e marenghi, con la valuta elvetica.  I nuovi adepti dovevano non solo vendere prodotti, ma soprattutto reclutare a loro volta nuovi "clienti" allargando così la base di questa sorta di piramide che rappresenta il "multilevel marketing".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2006
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