Veljko Mrsic, dalla stella alla panchina

Quattro chiacchiere con l'ala croata protagonista dello scudetto del 1999. «Potrei essere il vice di Repesa nella nazionale croata»

«Pensa te, c’è uno che sembra Mrsic». Traveggole da lambrusco e squacquerone appena consumati sui colli bolognesi? «No: quello non è un sosia, quello è Veljko Mrsic in carne, ossa e talento puro». Esterno del Paladozza di Bologna, prepartita tra Climamio e Whirlpool, un signore di circa due metri si infila nell’ingresso dedicato agli invitati.
Quell’uomo in felpone blu però non è un signore qualunque: nell’anno di grazia 1999 fu uno dei principali artefici del "miracolo a Varese", lo scudetto della stella (foto in basso, Meneghin e Mrsic la sera dell’11 maggio) conquistato dai Roosters di Carlo Recalcati.

«Tranquilli – attacca in un buon italiano – non sono a Bologna per giocare. Sono qui ospite di Jasmin Repesa (tecnico della Climamio ndr) perchè sto per intraprendere la carriera di allenatore, e lui è tra i numeri uno sulla piazza».
E proprio accanto a Repesa potrebbe prendere il via la carriera del Mrsic in panchina. «Vero: se Jasmin accetterà di guidare la Nazionale della Croazia, io potrei diventare suo assistente. Sarebbe un passo importante per la mia professione futura».

Nell’intervallo, "l’asesino silencioso" (come lo chiamavano i tifosi di Malaga per la sua capacità di colpire senza clamore), parla già da allenatore commentando il primo tempo della Whirlpool. «Non posso dare un giudizio definitivo, perché è la prima volta che vedo Varese dal vivo quest’anno, anche se tramite internet mi aggiorno sempre sui risultati e i tabellini. La Whirlpool sta faticando contro una difesa Fortitudo davvero abile: otto soli punti nel secondo periodo di cui quattro arrivati per errori dei biancoblù sono sintomo di difficoltà». Sui singoli: «Garnett ha iniziato bene, sarebbe utile liberarlo per tiri facili, altrimenti per Varese sarà dura. E Fernandez di solito ha buone cifre ma oggi non sta dando il contributo necessario». Una serie di fotografie perfette, purtroppo confermate con il secondo tempo in caduta libera della squadra di Magnano. Intanto, caro Veljko, in bocca al lupo: la tua immensa intelligenza cestistica ti darà una bella mano quando dovrai dirigere una squadra tutta tua. Non ne abbiamo dubbi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 febbraio 2006
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