Vignette sul Profeta, Speroni: “Siamo un paese a sovranità limitata”

"Pare che ora siano gli estremisti islamici a decidere la composizione del governo italiano"

"Siamo un Paese a sovranità limitata: pare che ora siano gli estremisti islamici a decidere la composizione del governo italiano". Questo il commento dell’europarlamentare leghista Francesco Enrico Speroni (foto)
dopo la sconfessione del ministro Roberto Calderoli da parte di Silvio
Berlusconi
. Speroni parlava a latere della conferenza stampa tenuta questa mattina presso la sede della Lega Nord a Busto Arsizio.

Calderoli aveva esibito di fronte a milioni di telespettatori, in prima serata, subito dopo il TG1, una maglietta recante le vignette satiriche sul profeta Maometto: ieri a Bengasi, in Libia, il consolato italiano è stato assaltato da una folla inferocita e si sono contati numerosi morti tra gli assalitori a causa della claca e della reaizone delle forze di polizia libiche.

"Non si deve cedere al ricatto degli estremisti: io sono per la libertà di espressione" ha dichiarato Speroni, difendendo il compagno di schieramento Calderoli. Circa le dure accuse di provocazioni che da un po’ tutto l’arco delle forze politiche si abbattono sul ministro, Speroni ha ribattuto: "Sono loro ad essere intolleranti, non noi ad essere provocatori".
Ma l’europarlamentare bustocco ha avuto parole severe anche verso al stampa italiana, a suo dire priva di coraggio per non aver pubblicato le vignette. "I vostri giornali le vignette non si azzardano a pubblicarle, a differenza di quanto è avvenuto in mezza Europa – la gente sa che è scoppiato il caos a causa di queste vignette, ma quesi nessuno le ha potute vedere – nemmeno sui siti Internet italiani sono state pubblicate, ho dovuto cercarmele su siti stranieri".
A Speroni risulta intollerabile la differenza fra quanto avviene per queste vignette e quanto, ad esempio, accade quando la satira prende di mira il Papa: "Quando Vauro sbeffeggiava Giovanni Paolo II, in Polonia nesuno ha preso d’assalto l’ambasciata italiana; e se oggi qualcuno prende in giro Benedetto XVI, in Baviera non ci saranno violenze".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 febbraio 2006
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