Zichichi e l’ambiente al Giuditta Pasta

Lo scienziato presenta al pubblico sabato 11 il suo ultimo libro , “Tra fede e scienza, da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI”

La scienza da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI. Atonino Zichichi presenterà a Saronno il suo nuovo libro, dal titolo “Tra fede e scienza”, in un incontro organizzato dall’associazione Satelios con il patrocinio del comune di Saronno e in collaborazione con la Fondazione Magna Carta. L’incontro è previsto per sabato 11 marzo alle 10 di mattina al Teatro Giuditta Pasta. “In questo libro Antonino Zichichi ripercorre il cammino di Giovanni Paolo II nella sua azione di difesa e promozione della vera grande Scienza e delle sue autentiche sorgenti di nuovo sapere quali sono i grandi laboratori – spiega Gianfranco Librandi, presidente della Satelios -. Gli spettatori che parteciperanno all’evento udiranno dallo stesso autore perché l’umanità necessiti di una grande alleanza tra le due componenti della nostra esistenza: nell’immanente la scienza, nel trascendente la fede”.

La seconda parte dell’incontro, condotto dal segretario generale di Satelios, Carlo Mazzola, sarà invece incentrata sulle emergenze planetarie. “Al riguardo Zichichi è uno degli scienziati più esperti a livello mondiale – prosegue il presidente -. Come egli steso sostiene, infatti, le emergenze planetarie, non sono solo le due famose (effetto serra e buco dell´ozono) bensì 53. La più grave delle emergenze planetarie è quella culturale, temuta da Fermi e Bertrand Russell già negli anni Cinquanta. Il fanatismo è figlio dell´Hiroshima culturale che imperversa. La fame nel mondo e le malattie sono insulti alla scienza e sono l´inevitabile risultato della violenza politica ed economica. Il fisico afferma che se vivessimo nell’era della scienza non esisterebbero le emergenze planetarie. L´inquinamento e le alterazioni genetiche appartengono alla tecnologia non alla scienza”.

 “Gia nel 2005 – conclude Librandi – si è registrato in Italia il deficit record di 10,3 miliardi di euro per il caro-petrolio e stessa tendenza è stata riscontrata in tutti i grandi paesi europei con la sola  esclusione della Germania che ha un attivo di 160,5 miliardi di euro. Il fatto preoccupante – ha proseguito Librandi – è che l’energia pesa sul made in Italy. Non si può pensare a piccoli aggiustamenti: la rivoluzione dell´idrogeno che ci sta di fronte – riprendendo il pensiero di Zichichi – ha bisogno di 20-25 anni per decollare e di altri 20-25 per assestarsi. Ma ci sono iniziative che si possono percorrere subito ottenendo vantaggi immediati sia dal punto di vista ambientale, sia economico. E in questo scenario – secondo Librandi – l´Italia può giocare un ruolo di leader. Per questo già da ora Satelios è impegnata al proprio interno con un gruppo di esperti, con la sponsorizzazione di un master sull’ambiente e energia e nella promozione di una facoltà dell’Università dell’Insubria dedicata all’energia ambientale e risparmio energetico”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 febbraio 2006
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