A Busto come a Castellanza, è corsa all’alleanza

Le forze politiche iniziano a gettare i guanti in vista del voto: a Busto i Comitati ridiventano simpatici a tutti, a Castellanza rispuntano Frigoli e Roveda, duellanti d'eccezione

La campagna elettorale a Busto Arsizio come a Castellanza appare ancora abbastanza remota, ma dietro le quinte le forze politiche si muovono freneticamente, affilando i coltelli in vista dello scontro. In entrambe le città si cerca infatti di condurre all’alleanza forze non sempre immediatamente compatibili tra loro.


A Busto improvvisamente anche i Comitati di quartiere, generalmente visti come il fumo negli occhi tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra, ridiventano simpatici a tutti. "Adesso a destra come a sinsitra ci stanno chiedendo incontri per discutere di possibili convergenze, dopo averci ricoperti di fango per tanto tempo" osserva divertito Mario Cislaghi. "Per noi può anche andar bene, ma detteremo le nostre condizioni".

Tutto questo avviene senza troppe fanfare, e circondato da un cauto silenzio: l’appoggio dei "rosiani" potrebbe infatti (potrebbe) rivelarsi determinante al secondo turno. Quale sarà il prezzo? Chi vivrà vedrà: i più pessimisti sperano di non dover rimpiangere il commissario prefettizio Guglielman. Intanto l’8 marzo i Comitati si riuniranno per sciogliere le ultime riserve sul da farsi, ed è facile prevedere qualche dolorosa rottura sul tema della "discesa in campo".

Di "discese in campo" si parla ormai più o meno apertamente anche in quel di Castellanza, dove pure le dinamiche sono profondamente diverse. Una città più piccola, dove si vota a turno unico, Castellanza sta assistendo negli ultimi giorni al ritorno in campo dei "pezzi da novanta" della politica locale: e anche chi aveva garantito di non scendere in lizza si preparara a farlo, quasi suo malgrado, in qualità di salvatore della patria. Livio Frigoli e Luigi Roveda, ex sindaci e vecchi volponi della politica locale, stanno trattando, anzichè dietro le quinte, ben in chiaro, come si può leggere sul sito di Insieme per Castellanza. Un vero duello al fioretto a suon di lettere quello fra i due, con Frigoli che ribadisce avances già fatte due mesi fa nel senso di una "larga intesa", quasi "minacciando" di candidarsi per indurre la controparte all’alleanza, e Roveda che nicchia prudente, ricordando che "la micia frettolosa fa i gattini ciechi". Intanto, stasera Insieme per Castellanza si incontrerà con il Grande Centro di Mario Rossi.

Chi cederà, sempre per salvare la patria, tra Frigoli e Roveda? Entrambi i personaggi sono ora proposti apertamente come candidati dai rispettivi supporter, ma i numeri dicono che senza un’alleanza ampia si rischia di regalare Castellanza al primo che passa. Infatti in caso di naufragio dei negoziati per una "Grosse Koalition alla castellanzese" le candidature potrebbero essere da quattro fino a sei, con il rischio teorico di eleggere un Sidnaco e una maggioranza legittimati dal voto di un sesto più uno dei cittadini… Da qui la corsa (ad ostacoli) all’alleanza, in cui si tira la fune a più non posso.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 marzo 2006
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