“A chi giova mettere in ginocchio il Pronto soccorso cittadino?”

Intervento del dottor Pier Luigi Annoni del Comitato per l'autonomia dell'Ospedale

Riceviamo e pubblichiamo:

Lo scopo di quest’articolo, da parte del Comitato per l’Autonomia dell’Ospedale, è quello di illustrare la situazione attuale del nostro Pronto soccorso (Ps), servizio nevralgico per il nosocomio.

Come tutti ricorderanno, il giorno 15 settembre 2005, con grande dispiego dei mass media e con la presenza di autorità politiche e non, è stato inaugurato il rifacimento dell’ormai vetusto Ps.

L’inizio, a dire il vero, non è stato dei più felici perché non abbiamo avuto il piacere di sentire la voce dei responsabili del settore dell’emergenza, che sicuramente ci avrebbero meglio illustrato sia l’attività che normalmente si svolge sia le potenzialità future.

Come può essere, che la situazione sia così allarmante anche dopo il restyle? Di seguito verranno analizzate le cause che secondo il nostro giudizio sono responsabili della insoddisfazione degli addetti ai lavori e di chi è fruitore del servizio.

1) l’aumento costante degli accessi, che nel 2005 hanno sfiorato i 50.000;

2) la maggiore complessità dei casi trattati.

3)la cronica carenza dei posti letto, che costringe il PS a prolungare l’osservazione dei pazienti per poter dimettere in sicurezza con una diagnosi e un programma di cure impostate.


Tutto questo comporta, nonostante l’impegno profuso, un allungamento dei tempi di attesa, giustamente lamentati dall’utenza.

Per risolvere almeno in parte questo stato di cose sono necessari degli interventi a breve termine:

– la creazione di una struttura di osservazione breve ( era uno degli scopi essenziali nel panorama della ristrutturazione).

– il potenziamento del turno di guardia medica nelle ore notturne, dove attualmente è presente un solo medico, e nei giorni di fine settimana dove sono necessari tre medici rispetto ai due abituali.

Le risposte sinora date a questi due impellenti esigenze sono state negative o, addirittura, peggiorative.

E’ stato respinto il progetto di creare una osservazione breve;inoltre il personale medico è ridotto di due unità, con dei meccanismi che solo la nostra direzione può mettere in opera.

Dal 31 dicembre 2005, infatti, un medico che ha lasciato il nostro ospedale per un altro nosocomio non è stato ancora sostituito.Dal 28 febbraio 2006 un secondo medico à stato trasferito d’autorità al PS di Tradate, senza sostituirlo. A fine maggio scade l’incarico di un altro medico, a cui, diversamente da quanto fatto per altre Unità Operative, è stato negato il prolungamento dell’incarico per 30 mesi ed è stato concesso un nuovo incarico per soli 8 mesi, previa interruzione del servizio per 20 giorni oltre all’esaurimento forzato delle ferie arretrate. Per finire dal mese di Giugno si assenterà per motivi pensionistici un altro medico. La stato del personale paramedico è parimenti deficitario.

Ci auguriamo che questa sintesi spinga i Nostri Politici e la Direzione Generale a sedersi ad un tavolo, confrontarsi e poi trovare una via d’uscita per non arrivare a smantellare quello che sino ora ci era invidiato da più parti come un modello da imitare.

Dott. Pier Luigi Annoni – Per il comitato per l’autonomia dell’ospedale

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 marzo 2006
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