A Gemonio sgorgano i finanziamenti per l’acquedotto

Stanziati 500mila euro per la trivellazione di un nuovo pozzo, la posa delle tubature e la costruzione di un bacino. La soddisfazione degli amministratori

L’acqua potabile è tornata a scorrere a Gemonio, anche nelle ore notturne: le precipitazioni nevose e piovose degli scorsi mesi hanno contribuito a riempire i serbatoi (nella foto quello di via Mazzini) che tra fine ottobre e la metà di gennaio non riuscivano a soddisfare le richieste dei cittadini. Ma la notizia migliore, in chiave futura, riguarda lo stanziamendo di mezzo milione di euro con i quali l’Amministrazione Felli intende avviare lavori di rilevante importanza per sistemare l’intera rete. Soldi provenienti dagli stanziamenti giunti grazie alla legge finanziaria «grazie all’intervento dei parlamentari della Lega Nord» come sottolinea un comunicato della locale sezione del Carroccio.

Gemonio sarà quindi "abbeverata" grazie alla costruzione di uno o due nuovi pozzi che verranno realizzati su un terreno situato nel territorio del comune di Brenta, posto tra la strada statale che porta in Valcuvia e il torrente Boesio che segna il confine tra i due paesi. Inizialmente erano stati effettuati alcuni sondaggi nella zona dei "Luveditt" (la piana verso Azzio – nella foto in basso – che non è lontana dalle sorgenti che alimentano da sempre l’acquedotto) ma lo strato roccioso sotterraneo ha una conformazione tale da rendere problematica la captazione dell’acqua.
«Ora i lavori si articoleranno su tre passaggi» spiega l’assessore ai lavori pubblici Albero Mailli. «Il primo riguarda la trivellazione del pozzo, a 30 metri di profondità; il secondo la posa di 1.700 metri di tubazione che convoglieranno l’acqua sulla cima della collina di Gemonio; infine ci sarà la costruzione di un nuovo bacino in località "Piugéra", su un terreno donatoci dalla famiglia Curti, dove immagazzinare l’acqua stessa». Il tutto dovrà essere preceduto dalla "classica" trafila burocratica che prevede tra gli altri un permesso che sarà rilasciato dalla Provincia. Le tubature saranno poste sul terreno nel primo tratto, mentre nella seconda parte dovrebbero essere interrate nei sentieri boschivi che circondano Gemonio (la cosiddetta "Gemoniasca"). Tengo però a sottolineare che l’acqua che ricaveremo dai nuovi pozzi servirà a integrare quella delle sorgenti attuali, non a sostituirle».

Grande soddisfazione è stata espressa dal capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale, Francesco Magrin, che in un comunicato ha scritto: «La situazione idrica aveva per anni subito scelte errate o era stata trascurata dalle amministazioni precedenti e la crisi del 2005 aveva messo a nudo questo problema. Ora la nostra Amministrazione ha predisposto un progetto ben articolato: è stato realizzato uno studio geologico completo sulle risorse idriche con lo scopo di individuare una o più zone idonee. Poi è stata realizzata una mappatura della rete, prima inesistente, di circa 30 km per definirne con esattezza la collocazione sul territorio e lo stato effettivo di degrado».

«La vasca di raccolta in cima al paese – prosegue Magrin – permetterà di risolvere alcuni problemi di erogazione che hanno colpito spesso le zone alte di Gemonio perché si installerà un gruppo elettrogeno che possa sopperire ad eventuali interruzioni della fornitura di energia elettrica. Quando anche questa sarà pronta sarà effettuata una riconfigurazione della rete di distribuzione, cioè di quella porzione di rete utilizzata per trasportare l’acqua dal serbatoio principale a quelli secondari, dalla quale poi avviene la distribuzione alle utenze».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 marzo 2006
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