A Ovest di Morazzone

“Un dibattito manicomiale”: definizione perfetta quella di Fausto Bertinotti a proposito del fiume di parole scatenato dal film di Nanni Moretti. Possibile che ogni dichiarazione debba adeguarsi al criterio del “o di qua o di là”? Che il film debba essere visto esclusivamente col cannocchiale non tanto della politica ma dei partiti? Possibile che la considerazione che i leader hanno del pubblico sia talmente bassa da tagliar fuori la possibilità che il film possa piacere a un elettore del centrodestra (che continuerà tranquillamente a votare Berlusconi) o non piacere a uno di sinistra (che resterà altrettanto fermo sulle sue posizioni)? Formidabile, poi, il fatto che l’80% dei politici che in queste ore fa dichiarazioni sul “Caimano” ammette candidamente di non aver visto il film…

CRONACHE CAVERNICOLE – Per chi se lo fosse perso, a Morazzone è successo quanto segue: il comune intende regale 500 euro a ogni nuovo nato purchè di famiglia italiana, comunitaria ma anche svizzera come sostegno e difesa alla cultura europea contro il dilagare di quelle portate dagli extracomunitari. Raramente la storia, la cultura e l’immagine dell’Occidente sono state sputtanate da una pensata scema come quella di cui sopra. Sovrapporre razza e cultura è l’esatto contrario di ciò a cui è approdato l’Occidente dopo secoli di civiltà e se il bonus di 500 euro dovesse premiare proprio la promozione e la difesa dei valori di modernità e convivenza le prime a non averne diritto sarebbero le famiglie di chi ha avuto la brillante trovata. Noi facciamo di tutto per non usare la parola razzismo, ma a volte te la cavano proprio con le tenaglie.

LIBERO MERCATO – Dunque un’altra ex fabbrica abbandonata (stavolta l’ex Bulgheroni) di Varese si trasformerà in un centro commerciale. Un’altra? Ora, qui non è tanto in gioco lo scontro tra grande e piccola distribuizione, quanto il fatto che dal piccolo mondo in cui viviamo le fabbriche vengono sostituite solo a soltanto da templi della vendita, da un’economia cioè di pura mediazione, di scambio ma che non inventa e non crea un bel niente. Niente hi tech, niente ricerca e produzione del futuro ma solo l’ennesimo supermarket di scarpe, vestiti, carabattole che vengono fabbricate altrove. E’ questo il mondo che ci piace? E quanti negozi possono bastare a una città come Varese? Che il cielo ce la mandi buona…

HAPPY HOUR – Non so a voi, ma qui a bottega, a leggere la polemica sull’aumento della tassa per i tavolini dei bar è venuto da pensare a quanto costa ormai bere un aperitivo a Varese: tre euro per un piccolo calice di vino in piedi, sette euro se vi sedete sono cifre ormai correnti. E con rispetto parlando, non siamo all’Harry’s bar di Venezia. E allora, fatti dovuti conti, 5000 euro all’anno di affitto del suolo pubblico in una piazza del centro sono una cifra tanto spropositata?

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 marzo 2006
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