Al nuovo ospedale è l’ora delle visite guidate

Amministratori locali ospiti dell'azienda ospedaliera nel cantiere della nuova struttura. Giovedì sono attesi gli studenti, poi toccherà ai volontari e agli industriali

È iniziato il contro alla rovescia per il nuovo ospedale di Varese. Dopo oltre 25 anni di attesa, il vecchio Macchi sta per essere "pensionato": In verità manca ancora qualche mese, ma in via Guicciardini la nuova struttura ha già un corpo definito e 200 lavoratori sono all’opera per ultimare la struttura, rifinire, fare i collegamenti. La data di consegna dell’opera finita dovrebbe essere il 30 giugno prossimo, anche se si dovrà attendere almeno fino a novembre per vederlo operativo.

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Visita al cantiere del nuovo ospedale di Varese 4 di 12

Con i lavori agli sgoccioli, la Regione ha organizzato una serie di visite guidate per mostrare il "piccolo gioiellino". Il primo invito  di "cantieri aperti" è stato girato agli amministratori locali: una trentina tra sindaci e personalità comunali ha fatto visita al cantiere sotto la guida dei responsabili delle ditte appaltatrici e dell’architetto dell’azienda ospedaliera Ciotti.

Una vista ad un piano degenza per verificare di persona la capienza delle stanze a due letti, la salita fino alla piattaforma dell’elisoccorso, quindi la discesa al piano interrato dove c’è il cuore pulsante dell’intera struttura, la risalita al primo piano dove ci sono le stanze per la terapia intensiva ( nel blocco destro 11 letti per la terapia intensiva generale, 10 per la subintensiva, 8 per la neurochirurgia; nel blocco sinistro: 12 per l’unità coronarica, 10 per la cardiologia, 5 per i trapiani) e infine il ritorno al piano terra per vedere lo spazio del pronto soccorso, un reparto ampio e che prevede divisioni ben definite tra i pazienti del triage e i casi gravissimi che entreranno da una porta apposita per essere ricoverati in una stanza con 5 letti di terapia intensiva. Per i pazienti in attesa ( i bambini verranno ospitati in uno spazio ad hoc) ci sarà una sala d’aspetto prima della visita, una serie di ambulatori e, attigue, le salette per le radiografie e per la tac.
All’esterno muratori sono all’opera per realizzare due ciminiere, proprio adiacenti all’ingresso, mentre presso il lato confinante con il vecchio Macchi sta crescendo una torre da cui partirà un collegamento aereo con l’attuale padiglione centrale del nosocomio. Dal lato opposto, sono in corso i lavori di realizzazione del parcheggio multipiano che ospiterà 718 auto a partire dal prossimo giugno… o settembre.

L’attività all’interno dei corridoi è sempre frenetica: i tempi stringono e i responsabili sono fiduciosi: entro questa settimana si concludono tutte le gare per gli appalti. Attrezzature e arredi sono già stati aggiudicati per arredare il pronto soccorso, la centrale di sterilizzazione e il centro cottura, nei prossimi giorni si completerà l’iter anche per quanto riguarda arredi e apparecchiature dei reparti, ordini per un valore di 44 milioni di euro.
Le cose, ormai, dovrebbero correre per il verso giusto. Sarebbe stato raggiunto anche l’accordo di massima con la componente universitaria per la divisione degli spazi ai piani: gli accademici avrebbero acconsentito a destinare completamente il nuovo monoblocco all’attività medica, mantenendo le camere a due letti, con alcune eccezioni per l’ortopedia dove verranno ricavate anche stanze singole per permettere la trazione. Come contropartita, l’azienda avrebbe offerto loro gran parte del vecchio Macchi, tutti quegli spazi liberi che non interesseranno per attività sanitarie in genere. 

Incassato il primo "carico" di applusi, Regione e azienda ospedaliera già si preparano per ospitare i prossimi ospiti: una cinquantina di studenti varesini dell’ultimo anno, sono attesi giovedì prossimo. Stesso posto, stesso copione, magari con qualche deviazione in meno, nel rispetto della sicurezza, e qualche dato tecnico in più. Dopo sarà la volta delle associazioni non profit, il 28 marzo, mentre l’ultimo appuntamento, il 30 marzo, vedrà ospiti gli imprenditori locali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 marzo 2006
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