Antenna in via Buffoni: un nuovo regalo dall’amministrazione

Il Comitato Rione Sud protesta contro il posizionamento di un rcevitore per telefoni Umts nel rione Villa

Riceviamo e pubblichiamo

Ci risiamo: un nuovo mostro incombe sul rione Villa della Città di Cassano Magnago.

Un’altra antenna (dopo quelle di via Buttafava e via Boscaccio) per la telefonia mobile “UMTS” è sorta all’improvviso la scorsa settimana nel nostro rione, senza che i cittadini abitanti della zona ne fossero in alcun modo informati. Un fatto che ci sembra ancora più grave, se consideriamo che da più di cinque anni stiamo aspettando da parte dell’amministrazione civica della nostra Città la stesura del piano per la localizzazione delle antenne.

Siamo consapevoli che se vogliamo utilizzare i telefonini sono necessari i ripetitori, che la legge Gasparri considera di pubblica utilità. In ogni caso, l’impianto in questione non rientra in questa casistica, essendo diretto a categorie ristrette di utenti in quanto servizio di UMTS. Resta il fatto che vedersi sorgere un’antenna alta alcune decine di metri, dalla sera al mattino, a poche decine di metri da una zona residenziale e dal centro del quartiere, senza che nessuna notizia sia pervenuta dai nostri amministratori, lascia sgomenti e preoccupati gli abitanti del rione, visti i timori per le onde elettromagnetiche che questi impianti provocano.

Non entriamo nel sempre fumoso argomento della nocività o meno per la salute di chi abita nei dintorni: per questo ci sono gli organismi preposti.

Vogliamo invece analizzare alcuni aspetti che in qualche modo sono di pari gravità per i cittadini.

Non aver informato gli abitanti e discusso con loro sull’ubicazione dell’antenna, magari verificando se ci fossero delle alternative, è molto grave: significa non aver tenuto per nulla in considerazione i cassanesi, aver mancato di rispetto verso la loro intelligenza, aver disatteso le loro aspettative (c’erano 30 giorni di tempo).

Più grave ancora è non aver informato il consigliere comunale di maggioranza abitante nelle adiacenze, che poteva farsi portavoce verso i cittadini. Altrimenti i consiglieri comunali a che cosa servono?

A noi questo sembra un bliz da parte di qualcuno dell’amministrazione comunale, in barba ai cittadini elettori che pagano le tasse, oltre allo stipendio degli assessori. Ci troviamo dunque di fronte a una situazione in cui i cittadini devono subire la prepotente ingerenza delle compagnie telefoniche e la voluta disattenzione dell’amministrazione civica, che autorizza questi interventi con il proprio silenzio – assenso.

Un altro aspetto non meno importante è la svalutazione patrimoniale che le abitazioni della zona intorno all’antenna subiranno, con grave danno economico per i proprietari. Soprattutto perché l’amministrazione comunale pretenderà sempre lo stesso importo dell’ICI.

Da ultimo è da prendere seriamente in considerazione il danno paesaggistico ed architettonico che quest’antenna provocherà al nostro rione. Il panorama della zona è stravolto: basta portarsi vicino alla chiesa di San Bernardo e volgere lo sguardo verso ovest e ci si accorge dello scempio perpetrato ben documentato dalla fotografia allegata, col campanile di detta chiesa in primo piano.

Riteniamo che il Sig. Sindaco debba rendere conto ai cittadini dell’operato dei suoi collaboratori, prendere i dovuti provvedimenti e impedire alla società telefonica di procedere al cablaggio della strumentazione. Insomma, l’unico obiettivo dev’essere quello di far togliere l’antenna e di tutelare la salute dei cittadini.

Chiediamo anche al consigliere e all’amministratore comunale residenti nel rione di rappresentare gli abitanti del rione, vigilando sugli sviluppi della situazione.

Esortiamo i cittadini, anche quelli non direttamente interessati dal problema, a occuparsi dei problemi del rione prima che i problemi si occupino di loro, come in questo caso.

COMITATO RIONE SUD

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 marzo 2006
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