Arrivano i rinforzi per la chirurgia, ma basta sedute extra

Raggiunto un accordo tra azienda ospedaliera e sindacati per risolvere la crisi della chirurgia. Entro breve, verranno inserite sei nuove strumentiste

Trovata una soluzione per la crisi di personale nelle sale chirurgiche del terzo piano del Circolo. L’emergenza, scattata proprio in questi giorni con l’esodo di due strumentiste, è rientrata oggi con un accordo raggiunto tra l’azienda ospedaliera e le parti sindacali.  Una soluzione tampone in attesa di trovare le cause che stanno minando la serenità di un reparto che, in un anno, ha visto un andirivieni di infermieri come nessun altro nell’azienda.

«Abbiamo raggiunto un’intesa per risolvere l’emergenza – spiega la delegata della Cgil Manuela Vanoli, a nome anche dei colleghi di Cisl e Uil – questa settimana arriverà una strumentista interna dell’ospedale. Lunedì prossimo si aggiungerà una figura assunta tramite un’agenzia di lavoro interinale. Quindi verranno assunte, entro il mese di aprile, quattro infermiere extracomunitarie che entreranno in servizio dopo aver passato un periodo di formazione. Con questi numeri speriamo che l’attività ordinaria ritorni nella normalità. Chiaro che, per il momento, non si può pensare di programmare sedute operatorie ulteriori».

La crisi della sala operatoria del terzo piano, che vede nel professor Renzo Dionigi la punta di diamante riconosciuta a livello nazionale, era esplosa nell’autunno scorso proprio per l’eccessivo carico di lavoro che non permetteva ai dipendenti di effettuare riposi ed orari regolari. Dopo una trattativa delicata e travagliata, la direzione sanitaria riuscì a trovare un accordo di massima con incentivi e strumentiste esterne per garantire sedute ulteriori necessarie per mantenere a livelli accettabili la lunga lista d’attesa. Quell’accordo, però, non è riuscito mai a trovare applicazione a causa di un’ulteriore, imprevedibile, emorragia di personale. L’ultima partenza ha fatto ripiombare la sala chirurgica nell’emergeza.
L’arrivo della forza lavoro straniera dovrebbe riportare l’equilibrio ottimale, anche se i tempi di inserimento saranno un po’ lunghi, a causa, soprattutto, dell’integrazione culturale: «La formazione dipenderà dal singolo professionista – spiega ancora Manuela Vanoli – Si tratta, comunque, di una misura tampone che dovrà reggere in attesa di una ridefinizione globale dell’organizzazione del personale delle sale operatorie nel nuovo ospedale. Stiamo già discutendo la questione ed entro breve dovremmo arrivare alla conclusione. Chiaro, però, che dobbiamo anche capire le cause dell’elevato turn over che si registra in questo reparto per evitare il ripetersi dell’emergenze».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 marzo 2006
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