Azzate, la Lega fa il punto

«Auspichiamo di vedere qualche cambiamento nella nostra cittadina»

Riceviamo e pubblichiamo

Dopo oltre un venti mesi di amministrazione Nicora, crediamo sia giunto il momento di fare un piccolo bilancio.

 

La campagna elettorale 2004 è stata condotta a suon di succulente cene e promesse di mari e monti a tutti. Dopo l’insediamento, abbiamo effettivamente respirato uno spirito di entusiasmo che ci ha resi speranzosi per gli interessi della nostra comunità.

 

Purtroppo, passano i mesi e non si concretizza un bel niente. L’impressione che abbiamo è che i nuovi amministratori si siano accorti di aver esagerato con le promesse. Le aspettative da parte della cittadinanza sono molte, ma sono passati quasi due anni e nulla si profila all’orizzonte.

 

Forse sbagliamo nei giudizi, forse occorre sforzarsi e avere ancora un po’ di pazienza: auspichiamo di vedere qualche cambiamento nella nostra cittadina, qualche parco pubblico, iniziative per rendere accogliente e attrattiva Azzate, invece che questo persistere nel consolidarne la caratterizzazione di dormitorio.

Forse basterebbe una maggiore presenza del Sindaco; almeno potrebbe rendersi conto dei tanti problemi che rimangono in attesa di una soluzione. Provi a controllare le carenze dell’illuminazione pubblica, i tombini che somigliano a dei fossi, il percorso fuoristrada della via antistante l’ufficio postale…

 

Purtroppo, i segnali non sono confortanti: il mega-progetto di centro sportivo con tanto di piscina olimpionica e campo degno di un campionato mondiale di calcio non ha visto la luce. Questa iniziativa, mai esplicitata nei dettagli, è il punto cardine del programma della maggioranza che ha vinto le elezioni. Si scopre che non si può fare nulla: urbanisticamente non è consentito. Forse bastava verificarlo prima di promettere in campagna elettorale… Molto rumore per nulla.

L’approccio alla viabilità è stato altrettanto disastroso, della serie “chi la spara più grossa”…, con l’aggravante dell’aver voluto chiedere alla cittadinanza cosa ne pensa di un piano di cui non si comprendevano le finalità.

In un desolante panorama caratterizzato dalla carenza di spazi ed iniziative aggregative, anche la via Veneto, con la sua consueta chiusura domenicale, è invece stata riaperta al traffico.

 

Intanto, un pezzo di nostra storia, il Fontanone, se ne va per far posto alle villette a schiera. Che tristezza!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 marzo 2006
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