Azzurra Air, la rinascita è già finita

La compagnia aerea licenzia i dipendenti "per ristrutturazione aziendale": l'attività non è mai ripartita, nonostante le promesse della dirigenza

Ricordate Azzurra Airlines? La sua fine, il fallimento nel 2004 e la rinascita dalle ceneri della vecchia compagnia grazie all’intervento di Air Blu, società di Ronchi dei Legionari guidata da Alberto Denzler e Cristiano Carbogno de Simone. E ancora grandi promesse, presentazione in pompa magna in Provincia (“Ne faremo il vettore padano”, disse Denzler applaudito da tutti), idee per il futuro dell’azienda, aerei da acquistare e attività da rilanciare in grande stile.

Dopo poco più di un anno, la nuova Azzurra rischia di sparire: dipendenti licenziati “per ristrutturazione aziendale”, consulenti che si sono dimessi, il solo pilota assunto che non ha mai fatto un solo minuto di volo, aerei mai acquistati per una compagnia aerea che non ha mai fatto la compagnia aerea. Le promesse di Carbogno e Denzler rimangono sulla carta: «Compreremo un aereo entro dicembre – dissero – e sarà solo l’inizio». Alle denuncie dei sindacati, che avanzavano dubbi sull’effettiva volontà di far ripartire la compagnia, Carbogno rispondeva piccato: «Abbiamo comprato le macchine, assumeremo piloti e assistenti di volo». A quanto ci risulta, le assunzioni, che constavano di 15 persone (5/6 consulenti addetti alle certificazioni mai ottenute, il resto personale di terra e di volo, alcuni ex dipendenti della prima Azzurra), sono oggi azzerate e i dipendenti licenziati hanno intrapreso le vie legali per recuperare i soldi degli ultimi stipendi, 4/5 mesi, mai pagati e i documenti per poter avere le certificazioni dell’attività di questi (pochi) mesi.

«L’ennesima truffa sponsorizzata – dice Ezio Colombo di Cgil -. Chiederemo conto alla Provincia. Avevamo avanzato alcuni dubbi in passato, Air blu non ci ha mai convinto. Sembrava fin da subito che non avessero nessuna intenzione di sviluppare l’attività aerea. Dispiace per i dipendenti, ancora una volta abbandonati dalle istituzioni. Non c’è stato rilancio economico, hanno fatto i broker, non il vettore aereo». Per la Provincia di Varese, Roberto Borgo commenta amaro: «È un mondo di squali – dice -. Ci siamo fidati, avevano le garanzie e la capacità economica. Evidentemente non è decollata: siamo dispiaciuti, ma non abbiamo mai messo una lira sul piatto e quando hanno cominciato a ritardare le operazioni abbiamo preso le distanze». Restano i lavoratori, alcuni dei quali reduci dal fallimento della prima Azzurra, altri che hanno creduto nel progetto di Denzler e Carbogno, abbandonando altre compagnie, come Volare, ad esempio. Per loro l’ennesima delusione, ma, dicono, la fine di un incubo. Aspettano solo di ricevere quanto spetta loro in termini economici, per poi chiudere un capitolo doloroso della rispettiva vita lavorativa.

Air Blu, intanto, pare abbia sbaraccato anche dall’aeroporto di Ronchi dei Legionari, come dovrà fare a breve da via Schiapparelli a Gallarate: lo stabile era in affitto, e nel giro di un mese sarà messo all’asta dal curatore fallimentare. Denzler diceva di volerne fare “un centro d’eccellenza dei trasporti”. Sul sito di Sea, tra le compagnie che volano su Malpensa e Linate, non c’è menzione di Azzurra Airlines. Sul sito della “compagnia” campeggiano ancora i moduli per spedire i curricula, ma a questo punto lavoratori interessati non ce ne saranno molti. E Carbogno si nega da tre giorni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 marzo 2006
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