Benvenuti nella “terra di Merdor”

Arrivano dal Varesotto i protagonisti dell’ultimo fenomeno in rete: lo "Svarione degli Anelli", parodia della celebre saga. Con qualche particolare tutto varesino...

A sentire l’altisonante attacco, ripreso dall’incipit del primo film della saga “Il Signore degli Anelli”, dal titolo “La compagnia dell’anello”  pare quasi di essere davanti ad un film serio. Bastano però pochi secondi per capire che non è la versione originale del film, ma la sua parodia dal titolo: “La compagnia del Verginello” primo atto di una controsaga chiamata “Lo svarione degli anelli”, un vero culto che sta circolando ormai da quasi un anno in rete.

E basta meno di un minuto per sospettare che gli autori di questa imponente opera di “ricostruzione” del kolossal (Un’ora e mezza di film, creato dal montaggio di tre ore di pellicola originale) debbano avere a che fare con queste zone, o almeno le conoscano di nome, visto che l’intera saga si svolge «Nella terra di Merdor, un luogo veramente di Merdor, che più di Merdor non si può. Tipo: Busto Arsizio».

La risata, ovviamente, sorge spontanea: con buona pace dei bustocchi “condannati” a prenderla con filosofia per essere sbeffeggiati da un film che circola soltanto tra i pc, e che da un anno si diffonde a macchia d’olio col puro passaparola, soprattutto attraverso i programmi detti peer – to  peer che permettono lo scambio di files tra PC,  come Emule: «Dai dati che risultano a me, solo da Emule hanno provato a scaricarlo in 12mila» spiega Pujo (a sinistra nella foto), 24enne, Gallaratese, studente di scenografia all’accademia di Brera e sceneggiatore e “regista” insieme a Fabio e Tia, ora in Irlanda –  della “Compagnia del Verginello” e mirabile voce di gran parte dei personaggi, tra cui Godo (la versione “Svarione” di Frodo, il protagonista della saga) e di un improbabile re degli Elfi, che qui parla in un idioma incomprensibile e viene chiamato Mr. Smith, citando il personaggio che quello stesso attore interpreta nel ciclo di Matrix.

“La compagnia del verginello” entra a pieno titolo in un filone ben noto ai navigatori, quello degli spezzoni di film e pubblicità ridoppiati con nuovi contenuti: «La differenza rispetto al resto di ciò che circola in rete è che questo è un film completo in italiano, cosa piuttosto rara, perchè di solito si tratta solo di alcuni pezzi oppure di film in dialetto incentrati sulle battute – spiega Fabio (a destra nella foto), di Cavaria, che studia Cinema e teatro alla facoltà di lettere moderne a Milano ed è sceneggiatore e regista insieme a Pujo e Tia – Qui invece c’è la sceneggiatura di un intero film, pensato tra l’altro nell’ottica della realizzazione dell’intera saga». Di cosa parla la storia potrebbero spiegarlo, più che il titolo, due dei nomi dei personaggi principali: Ganjalf (nella saga originale, Gandalf) e Arabong detto Granfatto (nella saga orginiale: Aragorn, detto Granpasso): se avete capito i doppi sensi, potete immaginare anche cosa significhi quel “difendere il fuorismo” citato fin dall’inizio del film…

“La compagnia del verginello” è però solo l’inizio della trilogia: tra poco sarà on line anche la seconda “fatica” del gruppo, dal titolo “I due porri”, di cui i realizzatori prevedono l’uscita per fine aprile. Il trailer – come del resto ora anche l’intero primo film – è già on line sul sito Clistere.org, nome nato dall’improbabile nick di uno dei partecipanti del gruppo (quello al centro nella foto, di schiena come è giusto sia chi si conosce solo dal nick…), inventato «perchè quando si cerca di iscriversi ai giochi on line (di cui Clistere è uno dei più assidui frequentatori nazionali n.d.r.), la maggior parte dei nick è già occupata…» e poi “adottato” da tutti come “marchio” della loro produzione cinematografica casalinga.
Che è però decisamente professionale e tradisce per lo meno gli studi dei realizzatori: sonoro originale, montaggio ragionato, persino attrici professioniste assoldate per la voce fuori campo. E la parte legale? «Tutto regolare, finchè non è a scopo di lucro: poichè abbiamo cambiato la storia e fatto variazioni sostanziali. Parola di chi ha fatto queste cose prima di noi».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 20 marzo 2006
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