Berlusconi: il risparmio fuggirà in Ticino. Ma i sindacati non confermano

Secondo il premier se la sinistrà vincerà le tasse stimolerà l'espatrio dei risparmi. Ma non è detto che gli italiani la pensino così

Che questa campagna elettorale sia particolarmente energica è cosa ormai nota. Ed è tanto acceso lo scontro tra le parti che alcuni sprazzi della contesa sono arrivati fino in Ticino, conquistando uno spazio d’onore sulle cronache locali. In particolare una dichiarazione di Silvio Berlusconi alla trasmissione Ballarò ha destato l’attenzione dei vicini oltreconfine. Secondo il premier, infatti, le banche ticinesi starebbero assumendo migliaia di impiegati per far fronte all’afflusso di capitali italiani. Afflusso che si scatenerebbe se vincesse il centrosinistra che, come teme il leader azzurro, minaccia di tassare fortemente il risparmio.

Le differenti interpretazioni date al programma elettorale del centrosinistra sono ormai note, avendo occupato l’intera cronaca politica di queste giornate. A destra si dice che per ridurre il cuneo fiscale come vuole Prodi verrà fortemente tassato anche il piccolo risparmio, mentre a sinistra si sostiene che il vero scopo del programma sarà quello di ridistribuire il carico fiscale.

Ma in Svizzera ci si è soffermati maggiormente sul ruolo delle loro banche. Secondo Berlusconi, infatti, le banche in Ticino avevano licenziato negli ultimi anni 3mila dipendenti, ma negli ultimi mesi li starebbero riassumendo in massa. Anche se la provenienza di questi dati non è chiara, è parzialmente confermata da una recente ricerca di Italia Oggi.

Le analisi del quotidiano, infatti, rivelano che le richieste di consulenza su investimenti oltrefrontiera sono attualmente cresciute del 300%, mentre aumentano costantemente le dismissioni di fondi in Italia a favore dell’estero. Al momento dell’operazione dei due scudi fiscali e dell’abolizione dell’imposta di successione, invece, molti imprenditori avevano fatto rientrare i loro capitali dai paesi esteri.

Ora quindi, si starebbe ristabilendo una migrazione dei capitali all’estero (non solo in Ticino, ma anche in Emirati Arabi, Singapore e altre piazze asiatiche), anche se la ricerca di Italia Oggi non indica le cause concrete di questa tendenza.
 
Inoltre secondo Emilio Contrasto, segretario coordinatore del gruppo Falcri BPU, la situazione sarebbe ben diversa: «Non credo che al momento sia possibile intravedere una realtà di questo tipo e, francamente, nel breve termine non credo sia possibile nemmeno scorgere una tendenza». Ma le tasse possono far fuggire i risparmi all’estero? «Il concetto di risparmio non è più quello di dieci anni fa, oggi la cultura finanziaria media è cresciuta, ed i clienti richiedono soluzioni sempre più elaborate che trovano nelle banche nazionali: l’investimento strutturato non subisce così pesantemente l’influsso delle tassazioni». «Tassazioni che», prosegue Contrasto, «è da verificare che siano veramente in programma, io stesso come elettore sono particolarmente confuso».
 
Quindi il risparmio, forse, aspetterà ancora un pò a varcare il confine, almeno il risparmio che c’è visto che, come conclude il segretario coordinatore, «purtroppo gli italiani sono sempre più soggetti che richiedono capitale, e non possono permettersi di depositarne molto».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 marzo 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.