Caccia ai rapitori del piccolo Tommaso

"Pensiamo che sia vivo" ha detto questa mattina il Questore Vincenzo Stingone

"Pensiamo che Tommaso sia vivo. Ci auguriamo tutti un esito positivo della vicenda. C’è ancora un ventaglio di ipotesi, è dura, ma dobbiamo ewssere ottimisti". Dopo una notte di angoscia, le poche parole dette ai giornalisti dal Questore di Parma Vincenzo Stingone, contengono quello che tutto il Paese aspetta: uno spiraglio di speranza per la sorte del piccolo Tommaso Onofri, il bambino di 17 mesi, sofferente di epilessia e febbricitante per una bronchite, rapito giovedì sera nella sua abitazione di Casalbaroncolo da due uomini armati.

Un rapimento anomalo, è il giudizio unanime degli inquirenti, confermato dagli elementi raccolti durante la giornata di ieri, gli interrogatori dei genitori, la cui versione non presenta sbavature o contraddizioni, confermata peraltro dall’interrogatorio, condotto con tutta la delicatezza del caso, del fratellino di Tommaso, Sebastiano, di otto anni.

Le indagini proseguono a tutto campo, mentre alla luce dei nuovi elementi emersi si fa strada la possibilità che la rapina sia stata una farsa, una messinscena per arrivare al vero obiettivo: il bambino.

Paolo Onofri e la moglie Paola Pellinghelli hanno nuovamente lanciato l’appello ai rapitori per riavere il figlio e perché abbiano almeno la pietà di somministrargli i medicinali di cui il bimbo ha bisogno per tenere a bada le crisi epilettiche di cui soffre fin dalla nascita:  "Il Tegretol è in sciroppo, tre millilitri alle 8/9 del mattino e non più tardi delle 20/21 di sera. E poi, la tachipirina perché ha la febbre…" hanno ripetuto a radio e tv i genitori in lacrime.

Intanto, intervistato da Sky Tg, Paolo si è detto convinto che l’incubo «si concluderà presto» e che la rapina «è stata una farsa» per confondere le idee, e dietro il rapimento di suo figlio ci sia un mandante che ha commissionato il sequestro. Incongruente, infatti, il rapimento a scopo di estorsione: la famiglia Onofri non ha alcuna possibilità di pagare un riscatto milionario, richiesta che peraltro non è stata avanzata dai rapitori che non si sono mai fatti vivi dalla sera del sequestro. Il padre del piccolo Tommaso si è detto sicuro che «nelle prossime ore gli inquirenti faranno enormi passi avanti». «Il rapimento di Tommaso è una cosa folle – ha aggiunto – che apparentemente non aveva alcun senso concreto. Adesso, alle luce di nuove cose che sono emerse, sta cominciando a prendere lineamenti più precisi».

E mentre passano le ore il Questore di Parma torna a rivolgere un appello ai possibili testimoni: "Chi sa o ha visto qualcosa parli".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 marzo 2006
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