Caravati: “Gli islamici rispettino le regole”

Il vicesindaco di Gallarate replica alla lettera di Cinzia Colombo, spiegando perchè era in piazza sabato 25 marzo e la sua versione dei fatti

Riceviamo e pubblichiamo la replica del vicesindaco di Gallarate, Paolo Caravati, alla mail di Cinzia Colombo, pubblicata dal nostro giornale domenica 26 marzo, in merito ai disordini in piazza Risorgimento del sabato precedente

 

Ho letto l’e-mail della sig.ra Cinzia Colombo alla quale desidero rispondere, non per contestare le sue idee,  ma per confutare alcune sue affermazioni false e che offendono l’onorabilità dell’Amministrazione Comunale di Gallarate e la mia personale.

Alla manifestazione del 25 marzo ero presente anch’io in qualità di Assessore alla Sicurezza. Ritengo che fosse un mio preciso dovere!

Prima della manifestazione non sapevo neppure dell’esistenza del nuovo movimento politico S.O.S. Italia e non mi sono affatto accompagnato con loro ma ho semplicemente chiesto chi fossero e che cosa rappresentasse il loro movimento politico. Per il resto hanno interloquito con le Forze dell’Ordine senza chiedermi nulla! Anch’io ho assistito a quanto è accaduto e non posso aver visto cose diverse da quelle che ha visto ed udito la signora Cinzia Colombo che, tuttavia, in certi momenti, non sembra aver visto e sentito. Non ha visto, ad esempio una “carica” degli islamici contro le forze dell’ordine (probabilmente per la signora Colombo è un atto normale ma, per me, è un fatto molto grave); non ha sentito le affermazione di un musulmano che accusava l’amministrazione di essere bugiarda (?) e di non rispettare gli accordi (quali ?).

Né la signora Colombo ha ascoltato i commenti dei cittadini che passavano per Piazza Risorgimento, di quelli che dovevano attraversarla in auto e, soprattutto, dei commercianti che, per la seconda volta in poche settimane, hanno visto andare in fumo le loro vendite!

Nessuno vuole negare la libertà di culto; anche i musulmani possono pregare, ma non dove vogliono, non a dispetto delle Leggi. Io stesso, quasi un anno fa, ho segnalato all’imam di Gallarate, che potrà confermarlo, edifici dove avrebbero potuto esercitare il loro culto; ho suggerito luoghi adatti dove poter costruire un immobile destinato alla preghiera. Perché non mi hanno ascoltato? Perché i musulmani vogliono pregare in un luogo non idoneo? Ha una spiegazione plausibile, signora Colombo? Perché di questo si deve parlare per trovare una soluzione, non di altre cose che sono ormai di competenza delle Forze dell’Ordine!

 

Il Vice Sindaco – Assessore alla Sicurezza, P.L. e AA.EE.

Paolo Caravati

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 marzo 2006
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