Casa delle Libertà a Cassano: confusione e divisione

Ancora polemiche del centrosinistra cassanese sulla gestione del traffico cittadino e sulla tangenziale

Riceviamo e pubblichiamo

La confusione e la divisione che pervadono ormai l’amministrazione cassanese di centrodestra, difficilmente sanabile, sono apparse in tutta la loro clamorosa evidenza la scorsa settimana.

Infatti, con l’atto di giunta del 7 Marzo con il quale si adottava il nuovo Piano di gestione del traffico urbano (PGTU), ancorché priva delle preliminari valutazioni ed indicazione sugli indirizzi da parte della Commissione Territorio, si è scelto di buttare nel cestino quello precedentemente approvato dalla giunta “Uslenghi” che, seppur costato 120.000.000 di Lire, non è mai stato attuato.

Una “prima” -Commissione Sviluppo del Patrimonio- è stata convocata nel giorno di Martedì 14 marzo.

In tale Commissione si sarebbe dovuto discutere il progetto relativo alla nuova tangenziale (da realizzarsi a sud del nostro territorio) da inserire all’ordine del giorno del successivo Consiglio Comunale (poi indetto per il giorno Venerdì 17 marzo) durante il quale si sarebbe dovuto ulteriormente discutere la medesima proposta.

In pochi giorni, senza aver mai detto nulla prima e quasi doversi trattare di “un colpo di mano”, si pretendeva di far votare un intervento che cambiava pesantemente l’impostazione viabilistica ed urbanistica (probabilmente anche in peggio) del nostro Comune ed in particolare del Rione Sud.

L’approvazione della tangenziale presupponeva (così è stato detto) la revoca della famosa “MEGA” variante parziale al PRG (cosiddetta variante Sartorio), anch’essa mai definitivamente approvata (seppur adottata nel luglio 2001) anche se anticipata da cinque anni di faticosa elaborazione oltre che da un costo di 150.000.000 di Lire.

E’ stato detto che la Regione non avrebbe mai approvato una variante ad un PRG vigente in presenza di una variante parziale solo adottata anche se trattasi di una variante relativa alla realizzazione di una grande arteria stradale (tangenziale). Conseguentemente la maggioranza di centrodestra ha deciso di proporre la revoca della “MEGA” variante parziale leghista (non quindi la sua definitiva approvazione) che mirava al solo ed esclusivo “ritorno” al PRG vigente risalente agli anni 80 e da tutti considerato obsoleto, inadeguato, superato ed indicato come uno strumento urbanistico “frutto di compromessi e figlio d’interessi indicibili”.

Solo questo la dice già lunga sul senso di democrazia e di rispetto verso le istituzioni ed i cittadini.

La -Commissione Sviluppo del Patrimonio- di martedì 14 Marzo è stata annullata 24 ore prima senza fossero fornite formali spiegazioni.

In compenso, su intimazione del Presidente del Consiglio Comunale Coghi (che nel frattempo aveva convocato il Consiglio Comunale per il giorno Venerdì 17 marzo con all’ordine del giorno la revoca della variante parziale e l’adozione della nuova tangenziale) il Presidente della Commissione Territorio (Verzaro) ha convocato la “sua” Commissione per il giorno Giovedì 16 marzo (24 ore prima del Consiglio del 17 Marzo) onde poter dare preventivo parere relativo le due suddette questioni.

Tra il giorno 14 Marzo (Martedì) ed il 16 Marzo (Giovedì) la maggioranza si deve essere accorta che prima di discutere di un progetto (seppur preliminare) bisogna aver almeno prima discusso della variante urbanistica che lo consente e lo anticipa.

Nella seduta del 16 Marzo (Giovedì), mentre l’opposizione esprimeva tutto il proprio disappunto sui tempi e sulle modalità assunte, la Lega Nord, per bocca del suo Presidente della Commissione Verzaro, votava contro la revoca della variante e, quindi,  conseguentemente contro la “nuova” proposta di tangenziale. La Lega Nord, in Commissione, contro Forza Italia ed AN che, invece, votavano a favore dei due punti.

Con l’opposizione non partecipante alla votazione (per le motivazioni sopra ed a seguito riportate) la stessa maggioranza esprimeva dunque (e di fatto) un parere contrario alle due proposte di deliberazione.

Il giorno dopo in Consiglio Comunale, pavidamente, l’amministrazione ritirava i punti “incriminati” dall’ordine del giorno, non certo per un sussulto di democrazia, ma semplicemente per l’enorme e drammatica spaccatura all’interno della maggioranza e all’interno della Lega in particolare.

Che il ritiro dei punti non fosse determinato dalla volontà della maggioranza di permettere una maggiore ed approfondita valutazione da parte dell’opposizione (così come oggi si vuol far credere) era evidente da subito. Il Presidente del Consiglio dopo aver permesso una dichiarazione contraria (affidata alla minoranza) che avrebbe dovuto precedere una dichiarazione favorevole (da affidarsi alla maggioranza) ed il voto del Consiglio Comunale circa il ritiro o meno dei punti; valutata “velocemente” la situazione venuta a determinarsi dalla posizione assunta dai partiti dell’Unione ha prontamente ritirato, nella paura di venir sconfitto, i punti senza procedere alla dichiarazione successiva (favorevole) e, tantomeno, alla votazione.

Il pensiero, l’analisi, la valutazione e le scelte della minoranza si chiariscono con le seguenti riflessioni:

· per tutta l’Unione cassanese, la “MEGA” variante parziale (per dirla con il loro gergo) rimane una “porcata”;

· i partiti appartenenti all’Unione contestarono duramente nell’impostazione e nei contenuti, già dal 2001, la “MEGA” variante parziale e ribadiscono coerentemente la loro posizione anche oggi; il metodo  della gestione parziale del territorio a “francobolli” (più di cento riguardano la sola variante parziale leghista) continua a essere ritenuto sbagliato dall’Unione dovendosi, viceversa, avere un’idea complessiva dell’utilizzo, dello sviluppo, della sostenibilità e della gestione del nostro territorio comunale, della quale la maggioranza non ha ancora iniziato a parlarne;

· i partiti dell’Unione, che hanno sempre criticato la “MEGA” variante parziale leghista non hanno, quindi, nessun problema a “spazzare via” la medesima variante mentre, di contro ed invece, dovrebbero averli molti (non solo di coscienza ma anche di carattere politico e patrimoniale) di quanti la adottarono nel 2001 e, tra questi, l’attuale Sindaco Morniroli, l’ex Sindaco Uslenghi ed i consiglieri Diani e Verzaro (a questi vanno assommati gli assessori che, presenti, votarono favorevolmente –allora come oggi- l’atto di Giunta e l’affidamento degli incarichi professionali che precedettero la “MEGA” variante);

· nel 2001 l’adozione della variante parziale avvenne con l’assenza del gruppo consiliare di Forza Italia precedentemente contrario a tale variante (si era prossimi alle elezioni amministrative e si stava consolidando l’attuale schieramento unitario di centrodestra che vinse successivamente le elezioni anche in virtù del “centinaio di francobolli” indicati nella variante parziale che avrebbero dovuto essere definitivamente approvati dopo la consultazione elettorale ma che ora si vogliono togliere);

· a chi sostiene che dovremmo, per coerenza (quella che gli altri non hanno e che almeno dovrebbe venir loro richiesta), revocare la “MEGA” variante parziale leghista (vista la nostra contrarietà) diciamo che non lo faremo almeno sino a quando non vedremo, se mai vi sarà modo di vederla (è più di due anni che non lo permettono) la nuova proposta di  Piano di Gestione del Territorio (PGT) che sostituirebbe il PRG vigente e la “MEGA” variante parziale leghista  del 2001;

· avendo già speso per la variante generale, o meglio per la nuova proposta di  Piano di Gestione del Territorio (PGT) circa 400.000 euro (circa 800.000.000 di Lire), vorremmo almeno capire se il nuovo PGT non sarà peggiore della “MEGA” variante parziale leghista dovendo costatare che al peggio non vi è alcun limite;

· i partiti che compongono l’Unione sono sempre stati e, nonostante tutto, sono ancora disponibili a fornire un serio e fattivo contributo anche se ciò (al momento) non ci è stato richiesto e permesso; a proposito della tangenziale, invece, l’Unione non ha particolari preclusioni anche se, prima di esprimere un giudizio definitivo, dovranno spiegarci come verrà inserita e contestualizzata all’interno del PGTU (di cui riceviamo oggi 21 marzo la comunicazione che è stato adottato dalla Giunta in data 7 marzo 2006); l’Unione vuole sapere quali analisi e quali metodiche di calcolo sono state fatte ed utilizzate per verificare e calcolare i flussi di traffico attuali e successivi l’eventuale realizzazione dell’opera e, quindi, vuole capire quali saranno (se vi saranno) gli eventuali benefici, anche in termini quantitativi, per il nostro territorio comunale e soprattutto per la parte sud (rione Sud entro il quale si stanno concentrando le proposte  e gli atti relativi la tangenziale, la Pedemontana, la SS 341, il “MAXI” centro commerciale, l’ampliamento della zona residenziale, ecc…); l’Unione prima d’esprimersi vuole sapere del perché il tracciato proposto in questi giorni sarebbe meglio dei tracciati precedentemente previsti dal  “vecchio” PRG (ancora vigente) e dalla “MEGA” variante parziale così come del perchè, in questi ultimi mesi, si è assistito ad una rincorsa all’acquisto (da parte di pochissimi privati) delle aree sulla quale insistono le previsioni delle precedenti tangenziali seppur, le stesse aree, risultano essere a destinazione agricola o boschiva; l’Unione vuole però anche, affinché se ne verifichi la reale fattibilità e completezza, sapere quanto costerà in tutto l’opera (tangenziale sud), e i motivi per cui quella attuale, rispetto alle previsioni precedenti, costa di più (sembrerebbe che la spesa complessiva si sia triplicata) oltre che conoscere gli strumenti che si vogliono assumere  per reperire i fondi necessari a coprire  i nuovi ed enormi costi; i partiti dell’Unione vogliono anche sapere come s’inserirebbe il nuovo tracciato della tangenziale, rispetto ai tracciati della Pedemontana e della SS 341, e all’insieme delle altre opere presenti (e previste) in quella zona ritenendo NECESSARIA (se non anche obbligatoria) una Valutazione Ambientale Strategica; l’Unione vuole sapere come e quando nei confronti di tale “scelta urbanistica” verrà chiamata ad esprimersi (ma ancor prima ad avanzare eventuali proposte migliorative) la cittadinanza cassanese o se dall’attuale maggioranza di centrodestra, in quanto non implicitamente prevista da alcun regolamento comunale, tale eventualità sia “bellamente” ignorata.

Secondo noi questo è un percorso serio e corretto, di confronto con l’opposizione e la cittadinanza, per affrontare in maniera organica e complessiva le problematiche relative la programmazione territoriale e viabilistica; viceversa saremmo in presenza del solito modo cialtronesco  di affrontare i problemi (in questo caso anche enormemente costosi) al quale ormai da 4 anni ci hanno abituato questa giunta e questa maggioranza.

E per questo, viste anche le profonde divisioni che vi sono nel centrodestra cassanese (ma non solo), sarebbe meglio se seguissero il fulgido esempio dei loro colleghi di Varese e Busto Arsizio, e togliessero il disturbo.

L’UNIONE di Cassano Magnago

Ulivo (DS-Margherita); Germoglio (PDCI-Verdi-Insieme); PRC

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 marzo 2006
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