Caso Fiorani: i verbali assolvono Giorgetti e il Varese

L'ex numero uno di Bpi ammette: "Portai una mazzetta al sottosegretario, ma me la restituì". La società ribadisce: "Mai ricevuto aiuti da nessuno"

Varese calcio, Fiorani, Lega Nord. A poco meno di due mesi dalle accuse di Repubblica e del Cittadino di Lodi, che denunciarono intrecci poco chiari sull’asse formato da politica, affari e football scatenando la secca reazione di Riccardo Sogliano, emergono nuovi particolari sulla vicenda. Particolari che, se non altro, servono a scagionare dai presunti illeciti sia la società biancorossa, sia il parlamentare di Cazzago Brabbia.

Il Corriere della Sera di oggi (pag. 19 e richiamo in prima pagina), martedì 7 marzo, riprende infatti il verbale di un interrogatorio sostenuto dall’ex patron della Banca Popolare Italiana nel quale Fiorani racconta un tentativo di corruzione verso il parlamentare della Lega Nord, respinto immediatamente. Si è trattato di cinquantamila euro che Fiorani consegnò direttamente sulla scrivania di Giancarlo Giorgetti avvolti in un giornale. Soldi che il sottosegretario, assente dall’ufficio al momento della "consegna" restituì al mittente, con una richiesta inusuale: «Se vuoi farmi un favore dai una mano al Varese Calcio».

Mano che, secondo il quotidiano di via Solferino arrivò con un contributo regolare, anche se in realtà la cosa non andò proprio così, come raccontò in conferenza stampa lo stesso Sogliano. «I soldi (centomila euro circa ndr) che la Bpi fornì per pagare la fidejussione che permise al Varese di iscriversi all’eccellenza arrivarono grazie al fatto che io, da tanti anni cliente della Banca, ero il garante dell’operazione. Attendo ancora adesso che la Bpi mantenga la promessa di un cartellone pubblicitario, del costo di qualche migliaio di lire».
Una tesi rinforzata oggi da un comunicato stampa ufficiale della società biancorossa nel quale si legge che «Il V
arese 1910 non ha mai ricevuto alcun “aiuto” sotto forma di contributo economico o sponsorizzazione da parte della Banca Popolare di Lodi né da altri istituti di credito. Spiace altresì notare come il nome della società A.S. Varese 1910 venga spesso accostato a vicende giudiziarie in cui non risulta in alcun modo coinvolto o strumentalizzato per questioni politiche che non riguardano l’attività di una società sportiva».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 marzo 2006
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