Centrosinistra, dopo 14 anni Varese torna in Parlamento

Soddisfatto Marantelli, certo del seggio alla Camera. Più cauto Rossi, in lizza per il Senato. Bonometti: "Delusi, ma lavoriamo per far vincere l'Unione"

Il centrosinistra varesino torna in Parlamento. Nelle liste dell’Ulivo nella circoscrizione Lombardia 2 infatti compare al numero undici Daniele Marantelli, ex consigliere regionale e membro del direttivo nazionale Ds, mentre al Senato Paolo Rossi, coordinatore provinciale della Margherita, occupa il numero sette. Entrambi, stando ai calcoli e alle proiezioni, sono sicuri del seggio a Montecitorio e a Palazzo Madama. L’ultima presenza varesina del centrosinistra in Parlamento data 1992. Poi 14 anni di nulla.

«In questa tornata elettorale – spiega Daniele Marantelli – al contrario del centrodestra, l’Ulivo è riuscito a garantire la rappresentatività del territorio alla Camera e al Senato, nonostante una legge elettorale pessima. Dopo molti anni torna la rappresentanza del centrosinistra in Parlamento: è ovvia la mia soddisfazione personale e quella per il collega Rossi. Gli elettori riflettano su una questione: non c’è mai stata come in questi ultimi 5 anni una rappresentanza tanto alta di varesini nelle stanze del potere o del sotto-potere (Enel, Rai, Anas, Alitalia, Inps, ecc…), ma i risultati per il nostro territorio non mi sembra siano stati apprezzabili. Non promettiamo miracoli, ma certamente un impegno e una presenza maggiori: la nostra provincia ha risorse e capacità nella classe imprenditoriale, nelle industrie, nella ricerca, nella tecnologia e nell’Università. Il centrodestra ha fatto poco per i collegamenti stradali, per le ferrovie che sono nel Medioevo, per migliorare il potere d’acquisto dei lavoratori. Promettiamo serietà, il Paese ha bisogno di concretezza, non di promesse e di imbonitori».

 

Meno sicuro, ma abbastanza tranquillo del posto a Palazzo Madama è Paolo Rossi. Il settimo posto nella lista della Margherita dovrebbe garantirgli un seggio se, oltre al buon risultato del partito che non può mancare, si realizzano alcuni meccanismi, che però non dovrebbero farsi desiderare: Treu eletto in Veneto e Zanone in Piemonte: «Sono soddisfatto – spiega il coordinatore provinciale della Margherita -, è quello che ci aspettavamo. Non garantisce nulla, diciamo che sono in finale e devo giocarmela: spero di non prendere il palo, ma andare a segno. La rappresentanza del centrosinistra in Parlamento è un dato ottimo, l’unica nota positiva di questa scellerata legge elettorale che toglie spazio agli elettori in favore delle oligarchie di partito. Ci dà la possibilità di rappresentare il territorio, diminuendo il distacco con il centrodestra in provincia. Certo, un conto è fare il parlamentare in una coalizione vincente, un altro se si perde. Portare a Roma uno o due parlamentari è importante, se vinciamo faremo di più di chi ci ha preceduto nelle fila del centrodestra: il potere della Lega Nord in questi anni non è paragonabile neppure a quello della Dc negli anni 50/60. La domanda è: cosa hanno portato a casa per il territorio? Nulla. Hanno fatto pochissimo. Noi proveremo a fare meglio». 

 

Tra i delusi, come ampiamente dimostrato nelle scorse settimane, Rifondazione Comunista. Dei sette candidati varesini tra Camera e Senato nessuno è eleggibile: «Abbiamo già detto che non condividiamo le scelte del partito – spiega il segretario provinciale Giovanni Bonometti -. I giochi però ormai sono fatti, lavoreremo per far sì che il centrosinistra batta le destre e che Rifondazione guadagni terreno».  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 marzo 2006
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