Cgil: «Indignati dal trattamento riservato a chi vuole regolarizzarsi»

Primo bilancio da parte dell'organizzazione sindacale dopo la lunga giornata che ha visto molti immigrati in coda alle poste per ore

Riceviamo e pubblichiamo

La Cgil esprime indignazione per le condizioni di centinaia di migliaia di persone che sono costrette a gravi disagi solo perché vogliono emergere da un rapporto di lavoro irregolare, e rinnova loro rispetto e solidarietà.

Queste code sono l’ennesima dimostrazione del fallimento della Bossi Fini, propagandata come legge barriera che invece produce volutamente centinaia di migliaia di clandestini che vengono utilizzati per il mercato di sommerso.

La Bossi – Fini, con il suo carico di xenofobia e razzismo, con un meccanismo che regola l’ingresso per motivi di lavoro dei cittadini immigrati in Italia in base al decreto di flussi, pretende l’incontro tra domanda e l’offerta di lavoro a migliaia di chilometri di distanza; così non può funzionare.

La Cgil sottolinea di nuovo che le quote previste dal decreto flussi sono insufficienti alle esigenze effettive delle famiglie e delle imprese italiane, nonché al governo del fenomeno immigratorio.

La Cgil  propone, fra l’altro l’introduzione di un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro per non ripetere questa tragedia di sanatoria mascherata a cui assistiamo ogni anno, che sia riconosciuto per legge un automatismo tra denuncia della propria condizione di lavoratore a nero e il rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo, che le domande inevase siano ricuperate attraverso una regolarizzazione delle presenze irregolari di lavoratori immigrati sul territorio nazionale.

Rispondendo così alle speranze e sofferenze di tante persone che lavorano, producono ricchezza e benessere per il nostro paese in condizioni non tollerabili e che intendono uscire dalla irregolarità e dal lavoro nero.

Coordinatore del Comitato Nazionale Immigrate/i
Kurosh Danesh                                

Segretario Confederale Cgil
Fluvio Fammoni
         

                                                                                                      

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 marzo 2006
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