«Chi paga le tasse in Italia deve avere diritto di voto»

Rifondazione Comunista presenta le proposte per le elezioni amministrative di Varese in tema di immigrazione

«In Italia la discriminazione verso gli immigrati inizia già alla nascita, lo dimostra la vicenda del bonus bebè». Così Hicham Mourtadi, arrivato 11 anni fa a Sesto Calende dal Marocco e membro di Rifondazione Comunista (Prc), vive la condizione di “residente, non nato in Italia”. Stessa visione della situazione per Mamadou Fall (Prc), nato in Senegal e residente a Varese da 13 anni. «Quando sono arrivato in Europa, non credevo che avrei trovato anche qui una restrizione di diritti così forte. In Italia la discriminazione verso gli immigrati è già nel linguaggio: immigrati, clandestini, extracomunitari sono tutte parole usate per farci sentire persone a parte».

Nei fatti quindi, la prima delle loro proposte «per equiparare i nostri diritti ai nostri doveri» e di Rifondazione per le Elezioni Amministrative di Varese, è quella di ottenere il diritto di elettorato attivo e passivo prima nei consigli di circoscrizione (comitati di quartiere) e nei referendum consultivi – tematiche di competenza comunali attuabili con una modifica dello Statuto – e in futuro anche  a livello amministrativo. «In Italia e nei comuni in cui viviamo – continua Mourtadi – paghiamo le tasse, viviamo con la nostra famiglia, con i nostri figli nati in Italia. Dobbiamo avere il diritto di votare chi ci rappresenta nella nostra città». E questa sua volontà è rafforzata anche dall’esperienza che vive dal febbraio 2005 a Sesto Calende: qui infatti l’Amministrazione Comunale ha deciso di concedere diritto di elettorato attivo e passivo nei comitati di quartiere anche ai cittadini extracomunitari e Mourtadi è stato eletto «consigliere comunale di quartiere con i voti degli italiani».

Fra le proposte avanzate da Rifondazione, anche quelle di «eleggere nel prossimo consiglio comunale varesino almeno due consiglieri comunali aggiunti fra chi risiede in città da almeno due anni, – spiega Angelo Zappoli (Prc) – per favorire anche la realizzazione di altre proposte. Dobbiamo lavorare anche sul fronte della mediazione culturale e della libertà di culto. Un passo in questo senso è quello di passare da un assessorato alla Cultura a quello alle Culture».
Temi questi, in linea con i principi presenti nel programma dell’Unione per le politiche del 9 aprile. «La legalità può essere attivata solo garantendo gli stessi diritti ai cittadini italiani, anche a chi non è nato nel nostro paese – spiega Oscar Bellosi, candidato varsino di Rifondazione per la Camera -. Dall’Unione arrivano linee di principio che poi devono tradursi in interventi legislativi e in regolamenti che affrontino realmente le esigenze degli immigrati. La nostra azione però non deve andare solo nell’ottica di risolvere i loro problemi, ma di fornire a loro in prima persona l’opportunità di fare».

La sensazione quindi nella sede varesina di Rifondazione è che gli italiani credano ancora che «l’immigrazione sia un fenomeno – conclude Fall –, non una realtà. Nel 2005 i lavoratori extracomunitari hanno prodotto il 3.6 per cento del Pil italiano e nonostante questo importante risvolto economico, siamo ancora discriminati nell’accesso ai servizi come gli asili nido e le case popolari Aler. Ci sono anche altre questioni da combattere e superare: dopo anni di residenza in Italia, dobbiamo ancora aspettare due anni per avere il permesso di soggiorno e anche la Legge 30 ci colpisce direttamente. La stanno sperimentando sulle fasce più deboli per poi applicarla a tutti. Se però per un italiano perdere il lavoro è principalmente un danno economico, per un immigrato significa non poter rinnovare il permesso di soggiorno».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 marzo 2006
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