Cinema e handicap analizzati attraverso il cinema

16° rassegna cinematografica “Oltre l’Indifferenza” organizzata da Lions Club Gallarate Host e Lions Club Gallarate Seprio in collaborazione con Ledha di Milano e assessorato ai servizi sociali del Comune

Appuntamento con la rassegna "Cinema e handicap", organizzato dal Lions Club Gallarate Host e Lions  Club Gallarate Seprio in collaborazione con Ledha di Milano e assessorato ai servizi sociali del Comune di Gallarate.  

Il tema della diversità, spaziando dal tema dell’handicap psicofisico a quello della diversabilità a quello della sperequazione sociale, verrà analizzato nella 16° rassegna cinematografica “Oltre l’Indifferenza”.

Verranno proiettate pellicole di qualità che sanno anche con leggerezza affrontare temi molto formativi e profondi. La rassegna cinematografica è ad ingresso libero al teatro delle Arti con inizio alle 20.45.

Programma:

Lunedì 13 marzo ore 20.45

Amati matti, 1996 e Terzo e mondo, 2001

Regia di Daniele Pignatelli

La serata offra la possibilità di affrontare il tema della diversabilità e del disagio attraverso la visione di due cortometraggi firmati dalla regia di Daniele Pignatelli, che sarà presente alla proiezione delle pellicole e proporrà una sua lettura interpretativa, aprendo anche un dibattito.

In Amati matti, la leggerezza del tocco narrativo fa da contrappunto allo spessore dell’argomento, che riguarda il non facile reinserimento nella vita ‘normale’ di chi convive con fragilità psicologiche ed esperienze gravi di psicosi. La diversità viene poi proposta sul piano del gap sociale con Terzo° e mondo: in un luogo imprecisato, chiuso da quattro altissime mura, vivono un uomo enorme ed un piccolo omino magro magro. Le mura non hanno né porte né finestre, su una soltanto c’è un calapranzi. Non c’è tetto e contro il cielo si staglia un enorme ramo di pino con un’unica pigna…

Martedì 21 marzo

Son frère

Regia di Patrice Chéreau

Thomas e Luc sono fratelli. Non si vedono spesso, diversi come sono: Luc è un insegnante omosessuale, introverso e timido, Thomas un brillante pubblicitario, aitante e dongiovanni. Ma Thomas è malato: gli è stata diagnosticata una rara malattia del sangue, probabilmente non mortale, ma certamente irreversibile. Il giovane nasconde a tutti il suo male, finché non regge più ed una sera confessa la sua situazione al fratello. Questi sembra l’unico in grado di comprenderlo davvero; non vi riescono i genitori, stanchi e moralisti, e neanche la fidanzata, incapace di reggere il peso di un compagno malato, e forse non sa capirsi appieno neppure Thomas, refrattario alle cure ospedaliere ed ancorato ad una vita che non potrà più tornare come prima. Sarà Luc, dunque, a curare Thomas, e a donargli la serenità necessaria, ma purtroppo non sufficiente, per sperare ancora…Chereau, dopo i trionfi di Intimacy, torna alla regia con un film in cui, come suo solito, i corpi degli attori sono scandagliati con una partecipazione emotiva elevatissima ed una "pietas" quasi religiosa. La figura di Luc, che supera la riluttanza iniziale per ritrovare l’unione con l’altro, è una delle più belle caratterizzazioni del donarsi al prossimo viste al cinema negli ultimi anni. Meritato Orso d’Argento alla Regia al recente Festival di Berlino.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 marzo 2006
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