Clima infuocato in consiglio comunale

L'opposizione denuncia: "Calpestato lo statuto"

Serata di fuoco ieri sera a palazzo Viani Visconti di Somma Lombardo: il consiglio comunale ha rischiato di essere sospeso perchè illegale. Accesissime le dispute tra maggioranza e opposizione: all’ordine del giorno, firmato dal presidente Renato Molinati, era anche il bilancio di previsione 2006. Ma come ha notato tutta la minoranza, il bilancio è stato presentato al consiglio comunale senza essere passato dai comitati di quartiere, violando il regolamento dei quartieri. Non ci sono stati cartelli per avvisare di una discussione di opere pubbliche e bilancio e non sono state convocate le assemblee dei rioni e delle frazioni. «In sostanza – ha dichiarato indignato Bresciani (Ds) – siamo passati dal bilancio partecipato, come promesso dal sindaco in campagna elettorale, al bilancio precipitato, calato sulla testa della gente senza nemmeno il semplice passaggio nei comitati di quartiere». Furiosa l’opposizione, in particolare Claudio Brovelli, Ermanno Bresciani (Ds) e Luigi Bollazzi (“Insieme per difendere Somma”). «E’ la quarta volta che si calpesta lo Statuto», hanno denunciato. In imbarazzo la maggioranza. L’assessore ai Lavori Pubblici Daniele Consonni ha dichiarato che l’attuale amministrazione ha metodi diversi dalla precedente e i quartieri non possono essere più importanti del consiglio comunale. Sarcastico Brovelli: «Non rispettare le norme è il vostro metodo diverso?».

Non si è ben capito la causa di questa leggerezza commessa dall’attuale amministrazione. Il sindaco, Guido Colombo, ha dichiarato: «Non conoscevo questo articolo e nessuno me l’ha detto. Chiederò la modifica dello Statuto perché non me la sento di discutere con i quartieri: prima si discute in consiglio comunale». Ma Brovelli lo ha avvertito di non scaricare la responsabilità al personale, Colombo è alla prima esperienza, ma l’entourage intorno a lui è esperto e aveva il dovere civico e civile di informarlo. «C’è una legittimità politica. Se non lo intendete fare dovete cambiare lo Statuto». Già il 10 marzo l’ex sindaco, ricordando il ritardo nella presentazione delle linee programmatiche, aveva avvertito la maggioranza di non compiere altre inadempienze con il bilancio. Duro Bollazzi: «La maggioranza ha il potere, col voto, di far diventare legittimo ciò che non lo è, ma lo ammetta: non ha nessuna umiltà nel riconoscere gli errori».

Il consiglio è iniziato così con 45 minuti di ritardo e si è concluso alla 1.30, tra aspre polemiche.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 marzo 2006
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