Comuni contro Provincia per decidere le aree edificabili

Si è risolto con l'approvazione un emendamento il braccio di ferro tra Comuni e Provincia sul Piano Terrioriale di Coordinamento Provinciale, che governerà i nuovi prg. Ma il voto è stato solo consultivo

Si potrebbe dire,secondo l’esperienza dei percorsi politici, che ogni riforma che prevede il coinvolgimento di più piani è sempre più travagliata di altre. Oppure si può dire, con termini molto più popolari, che quando 141 comuni si trovano a votare  l’approvazione della bozza del nuovo Piano Terrioriale di Coordinamento Provinciale, che cambia le regole dei giochi urbanistici e e sottopone i prg locali a un piano “riassuntivo” di livello provinciale, siamo di fronte ad un bel rebelot.

E per non perdersi questa votazione si sono presentati in tanti, quasi tutti: tanto che è stato necessario alla Provincia prendere in prestito l’aula magna dell’Università dell’insubria. Principale oggetto del contendere:  un emendamento posto da alcuni comuni alla proposta di piano provinciale presentato dalla Provincia,  che riguarda l’individuazione delle zone agricole dei comuni e che prevede tra le altre cose “di modificare e/o meglio  specificare le norme di attuazione , in sede di adozione del ptcp, in relazione alla gestione della fase transitoria, in modo da consentire l’attuazione di tutte le previsioni conformi ai prg vigenti al momento di assunzione di piani attuativi”.

”Ambiti agricoli” è migliore e più ambientalista modo per definire quali sono le aree non edificabili: su quelle agricole, ovviamente, non si può costruire. Una vicenda che scalda, da sempre, gli animi e gli interessi: figurarsi alla vigilia di una rivoluzione sul governo del territorio

La provincia ha già definito questi ambiti agricoli, inserendo nel suo piano anche significativi errori materiali, come indicare come agricole aree già edificate. «Tutte questioni risolvibili, ci sono strumenti che prevedono soluzioni caso per caso» ha spiegato De Wolf.

Ma alla maggior parte delle amministrazioni la “soluzione caso per caso” non sta bene: l’emendamento che fa prevalere sul nuovo strumento del Piano Terrioriale di Coordinamento Provinciale le decisioni dei prg comunali (che tra l’altro secondo le nuove norme dovranno essere presto sostituiti dai piani del territorio comunali) è passato a maggioranza, tra i comuni chiamati a votarne la bozza: «Approvando questo emendamento si fanno prevalere i prg – spiega Alessandro Vedani, rappresentante del comune di Buguggiate, che ha votato contro -  Lo dico anche come responsabile territoriale della Lega: qui la scelta è se far prevalere i prg e i localismi, o dare dignità al piano provinciale». 

«L’unico commento che posso fare è che è passato un emendamento di buon senso – ha invece commentato Paolo Caravati, vicesindaco di Gallarate, rappresentante della maggioranza favorevole all’emendamento – e che la questione va al dilà della soluzione degli errori materiali, ma investe l’intero senso del piano»

«L’emendamento approvato vanifica la programmazione provinciale – ribatte e spiega Sergio Porena, commissario straordinario a Varese, che ha votato contro l’emendamento – Noi avevamo accettato la proposta provinciale perché l’abbiamo ritenuta congrua, e prevedeva anche la correzione degli errori. Noi li abbiamo già fatti presenti ed è già stato previsto il loro stralcio»

Ma la risposta più sorprendente, che al tempo stesso dà la misura del sospetto che molti comuni nutrono per questa fase di passaggio che riguarda il nuovo governo del territorio, è di Giorgio Merletti, sindaco di Arsago Seprio «Abbiamo vinto, ma ci sentiamo lo stesso fregati – ha Merletti, che è uno dei promotori dell’emendamento approvato – Questa assemblea è solo consultiva, d’ora in poi la provincia farà quello che vuole. Ha pure votato contro l’emendamento, senza nemmeno sognarsi di mostrarsi super partes: la scelta più giusta, politicamente, sarebbe stato astenersi»

«La provincia non ha votato come ente decisore, ma come proprietario di alcuni beni – ha risposto a questo proposito DeWolf – Mentre un questa sede recepiamo le valutazioni dei sindaci, che verranno invece considerate attentamente».

Con la votazione della bozza del piano di coordinamento territoriale provinciale avvenuta ieri i comuni hanno però finito il loro compito: d’ora in poi sta all’ente provinciale continuare e portare ad approvazione questa specie di PRG sovracomunale, che diventerà il documento di governo del territorio varesino.  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 marzo 2006
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