Così rinascerà l’albergo di Viggiù

Parla il sindaco Federico Rizzi, che illustra il progetto di recupero dell'immobile

«Sono soddisfatto. Molto soddisfatto. Abbiamo l’occasione per recuperare uno stabile di grande valore artistico, cogliamo l’opportunità di acquisire un’area verde, strategica nel centro storico, evitiamo che altre ipotesi di intervento sull’ex albergo possano comportare lavori di tali dimensioni che l’intera area ne sarebbe risultata snaturata».

Federico Rizzi, il sindaco, non ha dubbi. La soluzione individuata per recuperare l’albergo “con richiami liberty” di Viggiù è la migliore che potesse essere individuata.

Anche lo “scoglio” del sopralluogo della Soprintendenza ai beni architettonici è stato superato senza problemi. Le indicazioni dei tecnici della Soprintendenza – contenute in un rapporto-promemoria giunto nei giorni scorsi all’amministrazione comunale – contengono pochissime raccomandazioni la più importante delle quali “suggerisce” di ridurre il numero dei box da realizzare in interrato, da 41 a 27.

«Aggiustamenti che non intaccano minimamente l’obiettivo che ci eravamo preposti – spiega ancora Rizzi – quello di favorire la ristrutturazione di un immobile di pregio anche dal punto di vista architettonico e acquisire  1.500 metri quadrati di area per la quale discuteremo con calma quale possa essere la migliore destinazione». Confronto che – tranquillizza Rizzi – potrebbe iniziarsi già dopo la metà di aprile quando il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere e approvare il piano urbanistico del centro storico.

Le conclusioni della Soprintendenza mettono la parola fine ad una vicenda che si trascinava da mesi non senza qualche polemica. Sotto accusa, in particolare era proprio il progetto di realizzare diciotto appartamenti (e alcuni negozi al piano terra) una volta ristrutturata la palazzina in stile liberty che fu un hotel e che ora è un palazzo abbandonato a se stesso. Per la verità la proprietà in un primo tempo aveva tentato di vendere lo stabile perché, ristrutturato, tornasse ad essere un albergo, ma nessun operatore del settore alberghiero si era mostrato interessato all’operazione. L’unica strada percorribile è stata allora quella di proporre la soluzione residenziale, che tra l’altro provoca un minor impatto ambientale rispetto alla soluzione dell’hotel, soluzione che, pur senza entrare nel merito, la Sovrintendenza milanese ha sconsigliato anche nel suo recente sopralluogo: gli  standard richiesti per un hotel e le prescrizioni da rispettare avrebbero comportato ben altri sbancamenti. La costruzione di appartamenti appare invece quella con maggior rispetto per l’ambiente attuale, tenuto conto che la riduzione del numero dei box evita il taglio  degli alberi più pregiati e in futuro non è esclusa una ripiantumazione con altri alberi nella parte di giardino che sarà interessata dai lavori di scavo.

La Soprintendenza ha fornito altre due indicazioni: mantenere la scala interna e rifare la recinzione con una soluzione di cancellata come testimoniato dalle foto storiche.

Per la scala posto il mantenimento della scale interna esistente i tecnici incaricati di progettare la ristrutturazione valuteranno se sarà necessario riproporre anche il “corpo” esterno secondo le prescrizioni di Asl e Vigili del Fuoco: Sarà tuttavia in sede di permesso a costruire che queste soluzioni saranno concertate con la soprintendenza.

Quanto alla cancellata, il progetto che l’amministrazione valuterà più opportuno (in relazione anche al più ampio studio di riqualificazione del centro storico) sarà sempre concertato con la soprintendenza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 marzo 2006
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