Cremenaga, una via provvisoria per interrompere l’isolamento

La Giunta provinciale stanzia 1 milione di euro per un primo collegamento, due corsie protette da gabbie e barriere paramassi

Quattro mesi  di lavoro, un milione di euro di spesa. E poi il collegamento fra Ponte Tresa e Luino, via Cremenaga sarà di nuovo possibile anche se la strada ricostruita costituisce una soluzione del tutto provvisoria.

Il progetto definitivo per rimediare ai danni provocati dalle piogge torrenziali dell’autunno 2002 è stato approvato ieri dalla Giunta provinciale.

«Con gli svizzeri avevamo trovato anche la soluzione definitiva – riassume Carlo Baroni, assessore provinciale alla viabilità – una sorta di viadotto da realizzare a pochi metri dal versante montuoso sempre soggetto a frane. La difficoltà non  è nella realizzazione, ma nei finanziamenti. Per completare quell’opera occorrono 12-14 milioni di euro che non si trovano. In attesa di quei fondi non potevano stare ancora a guardare. Ecco perché abbiamo deciso di ricostruire comunque il tratto di strada spazzato via dal fiume in piena. Così finalmente sarà ripristinato il collegamento fra Porto Ceresio e Luino, fra il lago di Lugano e il Maggiore, togliendo dal semi-isolamento un’intera porzione di territorio provinciale».

Su un aspetto, tuttavia, Baroni insiste. «Il collegamento che ripristiniamo è una soluzione provvisoria. In periodi di precipitazioni prolungate o particolarmente concentrate come, ad esempio, in occasione di temporali, la strada potrebbe essere investita ancora  da piccole frane subendo interruzioni. E’ evidente che in queste condizioni, la strada dovrà essere chiusa al traffico per motivi precauzionali, per garantire la sicurezza di chi vi transita»,

Proprio per evitare al massimo questi inconvenienti, il progetto che ieri la Giunta di Villa Recalcati ha approvato prevede anche interventi con fondi propri per bloccare il fenomeno franoso del versante che sovrasta la provinciale. Di più: l’assessorato regionale al Territorio ha stanziato 1,5 milioni di euro – da destinare alla Provincia di Varese – che serviranno per ulteriori opere di consolidamento della montagna.

Quanto alla strada, le due corsie (la carreggiata avrà una larghezza ridotta, cinque metri e mezzo complessivi) si snoderanno per poco meno di 150 metri tra l’argine provvisorio sulla Tresa realizzato con massi ciclopici e le gabbionate di sostegno sistemate a ridosso del versante con il compito di trattenere il  terreno. Sopra le gabbie saranno collocate anche barriere paramassi dell’altezza di quattro metri.

Prima dell’avvio dei lavori sarà necessario completare alcuni passaggi, dalla redazione del progetto esecutivo (una semplice formalità), la gara e l’aggiudicazione dei lavori. Il cantiere potrebbe dunque aprirsi nell’estate inoltrata o, al più tardi, subito dopo la pausa estiva d’agosto.

Soddisfatto della decisione il presidente della Provincia, Marco Reguzzoni. «Facciamo quanto umanamente possibile e con le nostre scarse risorse. Avevamo promesso di ricostruire la via di collegamento in attesa della realizzazione del nuovo progetto. Ora e con un anno di anticipo siamo in grado di intervenire».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 marzo 2006
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