Cronache notturne da una regolarizzazione

All'addiaccio davanti alle Poste: un'inedita, multietnica "Sacconago by night" attende in via Ferrer, in attesa di ottenere (forse) l'ambito pezzo di carta

Fa un freddo dannato a mezzanotte davanti alle Poste di Sacconago, uno degli sessanta uffici postali della Provincia in cui sarà possibile presentare i moduli per la regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari. Eppure si sono sistemati lì già in quattro, e altri ne arriveranno poco dopo. Imbacuccati alla bell’e meglio su seggiole portate da casa, attendono già il loro turno per domani, all’apertura dell’ufficio postale del rione – perchè arrivare prima significa il diritto a sperare nella regolarizzazione.  Appena 600, infatti, i "posti" disponibili in tutta la Provincia: e vale il principio per cui prima si arriva, meglio è. La cosa davvero clamorosa è che i moduli per la bisogna saranno accettati solo a partire dalle 14,30 di domani: ma tant’è. Dei quattro "eroi per forza" accampati già a mezzanotte di fronte alle poste di via Ferrer, due non parlano: sono troppo imbacuccati per farlo, e provengono da luoghi dove l’inverno di sicuro non morde come la gelida tramontana di stanotte. Chi invece parla eccome è Stella, una giovane imprenditrice albanese (lavora nel campo delle cartucce per stampanti), in Italia da dieci anni, ormai con tanto di cittadinanza, venuta di persona per regolarizzare qualche suo dipendente. Stella è rubiconda, chiachierona, due vivacissimi occhi scuri, e parla ormai un ottimo italiano. Accanto a lei la più taciturna Sara, una bella ragazza bionda venuta dall’Ucraina, che si mantiene facendo la badante – capisce bene l’italiano ma non lo parla molto.

"Qua si mormora che prendono solo i primi venti, poi chi s’è visto s’è visto" mormora con tono quasi cospiratorio Stella. "La verità è che manca ogni certezza: non sappiamo neppure se questa regolarizzazione è il primo passo verso una sanatoria… Ci sono voci di ogni tipo. Molti dicono che per la sanatoria bisogna aspettare dopo le elezioni. Sono in Italia da dieci anni, e certi meccanismi li ho capiti" fa con il tono di chi la sa lunga. Si riferisce forse agli squallidi meccanismi di una certa politica, quella per cui una sanatoria per gli immigrati vuol dire voti persi, e un condono fiscale a fior di evasori, invece, voti guadagnati. Anche questa è l’Italia.

Ma non finisce qui. "Ti sei appena perso una scena madre" fa Stella, con Sara che annuisce trattenendo una risata amara da sotto la sciarpa che la infagotta. "Cinque minuti fa è passato un italiano, uno giovane per giunta, e ce ne ha dette di tutti i colori perchè ce ne stavamo sedute qui. ‘Voi non avete diritto, io sono italiano e sono a casa mia, se voglio prelevare (il bancomat è subito accanto, ndr) ho paura che mi derubate‘. Paura di chi?" sbotta la ragazza venuta dal Paese delle aquile. "Di tre ragazze e un uomo che siamo qui, congelati dal freddo ad aspettare? Con le auto della Polizia e dei vigili urbani che ci passano a controllare ogni mezz’ora? Ma ci faccia il piacere…" Eh sì, anche questa è l’Italia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 marzo 2006
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